Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

© Firenze University Press 2019 e-ISBN: 978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

    Work in progress

    L’elenco dei nomi e cognomi, e le storie di vita sono aperti e soggetti a nuovi inserimenti, aggiornamenti e modifiche. Il carattere in progress dipende soprattutto dalle complessità e specificità di un fenomeno migratorio per decenni minimizzato e nascosto, le cui tracce vanno cercate in luoghi diversi e distanti, in fondi d’archivi pubblici e privati spesso non inventariati né ordinati, talvolta accessibili solo per contatti personali, e nel delicato bagaglio delle memorie trasmesse. Molto è stato abbandonato nelle partenze e negli spostamenti, altro è andato perso e distrutto a più riprese, oppure non è stato mai documentato da parte di istituzioni e persone che sistematicamente si dedicarono a radiare, allontanare, escludere. E i protagonisti non parlavano volentieri di quel passato.

    Accanto a perdite, silenzi e cancellazioni, non mancano le "false notizie". Persistono persino se poco credibili, insegnava Marc Bloch, quanto più sono funzionali: a tacitare le coscienze, a costruire una fittizia rispettabilità degli epurandi più compromessi con il fascismo, oppure a proteggere sé e i propri cari dalle umiliazioni subite.

    Le fonti utilizzate vengono citate nei testi biografici, anche per difformità significative rispetto a notizie che sono state perpetuate magari non a caso, senza verificarle. Di alcuni uomini e donne le informazioni scarseggiano, ma ne sono inseriti almeno i dati obbligatori secondo gli standard internazionali, con la speranza che arrivino delle segnalazioni. Molto si confida su contributi di testimoni e depositari di memorie, documenti e foto, di chiunque possa suggerire altre fonti, procurare altri indizi.

    Perciò contattateci.

    Il primo inserimento di nominativi è stato fatto per intellettuali che nel corso della vita per nascita, residenza, formazione o attività lavorativa ebbero un qualche legame con la Toscana, regione con più sedi universitarie, comunità ebraiche molto attive anche nell’impegno sionista, forti contrasti politici. Ciascun nome e cognome quasi sempre è associato a parenti che non necessariamente avevano la medesima appartenenza regionale e talvolta neppure nazionale; se  erano “familiari emigrati” vengono indicati, e biografati se intellettuali. In una ricerca sulla mobilità non è parso possibile né opportuno vincolarsi troppo nella localizzazione geografica. Per adesso è un elenco di circa 330 nomi: più di quanti inizialmente previsti e assai più di quanto farebbe supporre il considerare la decina di professori ordinari espulsi dalle università toscane, che neppure tutti emigrarono. Se vi saranno interesse e sensibilità sufficienti - dopo tanti silenzi e dimenticanze -, la ricognizione si può estendere . Proprio per questo, la presente ricerca è pubblicata on line, in open access ed è aperta.