Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

© Firenze University Press 2019 e-ISBN: 978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

    Bibliografia

    • La bibliografia relativa ai singoli Intellettuali in fuga dall’Italia fascista è data nei rispettivi testi di ricerca biografica qui prodotti, di seguito alle pubblicazioni principali dei singoli intellettuali e alle fonti archivistiche relative ad ogni nominativo. Ulteriori e più numerose indicazioni bibliografiche, archivistiche e sitografiche si trovano nell’apparato di note degli stessi testi biografici cui si rinvia.

    Per studiare l’emigrazione intellettuale dal fascismo, molto servirebbero preliminari e definitive ricognizioni sugli espulsi e sui reintegrati. Le dimensioni numeriche del fenomeno sono tuttora imprecisate quanto più ci si allontana dalle carriere pubbliche e in ruolo, persino nelle università, come è stato rilevato nei recenti convegni e dibattiti per l’80° anniversario delle leggi razziali nel 2018. Agli imprescindibili elenchi e studi sui professori ordinari forniti da Roberto Finzi (L’università italiana e le leggi antiebraiche, Roma, Editori Riuniti, 1997, poi 2003) e sugli assistenti e aiuti di Angelo Ventura (La persecuzione fascista contro gli ebrei nell'Università italiana, «Rivista storica italiana», 109, 1997, pp. 121-197), sono seguiti aggiornamenti e indagini, fino a Il registro dei circa settecento dipendenti dello Stato di varia qualifica, pubblicato da Annalisa Capristo e Giorgio Fabre (Bologna, Il Mulino, 2018). A «le ripercussioni sulla cultura e sull'università» delle leggi razziali è dedicata un’apposita sezione della utilissima Guida bibliografica, a cura di Enzo Collotti e Marta Baiardi (Shoah e deportazione, Roma, Carocci, 2011).

    L’elenco che segue riguarda invece le pubblicazioni sulla cosiddetta migrazione intellettuale sotto il fascismo e il nazismo in generale, tralasciando gli studi per casi. Tra volumi e articoli dell’assai più ampia produzione storiografica internazionale sulla diaspora degli intellettuali europei, sono inseriti i titoli italiani e stranieri che riguardano la specifica situazione dall’Italia. L’ordine è cronologico per seguirne meglio l’andamento, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso (con la voluta eccezione del volume mai tradotto di Laura Capon Fermi). E’ infatti sul finire di quel decennio che anche in Italia, con notevole ritardo, si avvertì una spinta a studiare la Shoah concentrandosi finora sulla storia della deportazione e dei non sopravvissuti anziché di quanti si salvarono tra molte tribolazioni e dolore, taluni appunto emigrando.

    La presente bibliografia offre alcune indicazioni e consente un qualche bilancio per lo specifico ambito cui è dedicato questo progetto.
    Dà conferma evidente che la storiografia internazionale sull’emigrazione intellettuale degli ebrei riguarda in prevalenza i flussi dalla Germania nazista e dall’Europa centrale, così come l’interesse delle associazioni di aiuto sorte negli anni Trenta andava soprattutto ai German displaced scholars.

    La storia dell’emigrazione intellettuale dall’Italia, la quale coinvolse anche gli stranieri che in Italia si erano rifugiati, rimane in gran parte sommersa e da approfondire. Persino nei repertori su studiosi e professionisti ebrei che sono redatti non per nazionalità di origine, ma per appartenenza disciplinare o professionale (per es. Nathan Koren, Jewish physicians. A biographical index, Jerusalem, Israel University Press, 1973), l’attenzione data agli italiani è così scarsa, anche per il periodo che ci interessa, che essa non restituisce la loro effettiva presenza. Nella generale percezione riguardo agli immigrati dall’Italia negli Stati Uniti, per esempio, gli intellettuali non sono stati contemplati (con l’eccezione, appunto, di pochi casi stranoti), e neppure tra gli Italiani di America. Enciclopedia biografica (New York, Cocce Press, 1949), compilata con intento auto-celebrativo nel secondo dopoguerra, emerge una distinta tipologia di rifugiati con istruzione e qualifiche superiori.

    La ricerca storiografica sui rifugiati italiani insiste sull’emigrazione politica antifascista, che cominciò ad essere studiata già a metà del secolo scorso con la Storia dei fuoriusciti di Aldo Garosci (Bari, Laterza 1953). Il fuoruscitismo ovviamente non coincide con l’emigrazione politicamente eterogenea degli intellettuali ebrei – antifascisti, e soprattutto afascisti e fascisti – che lasciarono l’Italia perché dal 1938 era loro impedito lavorare o studiare. Solo in pochi casi i due gruppi condividono analoghe caratteristiche, politiche, intellettuali e identitarie, per quanto diverse nelle reti di relazioni e nelle scelte riguardanti il ritorno o meno. La variegata migrazione intellettuale dall’Italia fascista potrà essere meglio esplorata avendo a disposizione maggiori informazioni, studi e finché possibile memorie.

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