Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

© Firenze University Press 2019 e-ISBN: 978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

    Tra accanimento e riparazione

    L’8 dicembre 1943 all’attenzione del Consiglio dei Ministri del primo governo Badoglio (27 luglio 1943 - 17 aprile 1944) approdò lo schema di un decreto legislativo relativo alla reintegrazione in servizio presso l’amministrazione dello Stato dei cittadini italiani perseguitati per motivi politici. Fu l’atto iniziale di un lunghissimo iter legislativo e burocratico che si sarebbe protratto fino al 2000. Lo schema citato produrrà i tre provvedimenti recanti la firma di Badoglio. Nel primo di tali decreti di riparazione e reintegro, il regio decreto-legge n. 9 del 6 gennaio 1944 (GU n. 28, 15 gennaio 1944), la definizione «dispensati o licenziati per motivi politici» si applicava indistintamente a:

    a) coloro ai quali siano state applicate le leggi razziali

    b) coloro che si siano rifiutati di prestare giuramento di fedeltà al regime fascista

    c) coloro che siano stati privati dell’impiego in seguito a condanna penale per reati politici o assegnazione al confino di polizia per motivi politici

    d) coloro che possano dimostrare che la loro dispensa dal servizio o il loro licenziamento sia dovuto esclusivamente a motivi politici

    Soltanto il successivo decreto-legge, il n. 25 del 20 gennaio 1944 (GU n. 5, 9 febbraio 1944), affrontò il merito delle leggi razziste, abrogando tutti i nove regi decreti emanati a partire dal 7 settembre 1938 fino all’ultimo del 9 ottobre 1942, nonché «tutte quelle disposizioni che per qualsiasi atto o rapporto richiedono accertamento o menzione di razza, nonché ogni altra disposizione o norma, emanata sotto qualsiasi forma, che sia di carattere contraria al presente decreto o con esso incompatibile».

    Il quadro geo-storico dell’Italia del 1944 presentava un paese in cui coesistevano due stati: il cosiddetto «Regno del Sud» e la «Repubblica Sociale Italiana». Mentre nel primo stato, con i provvedimenti badogliani di gennaio, iniziava il percorso legislativo necessario alla reintegrazione e al risarcimento dei dissidenti politici e degli ebrei, all’interno della RSI s’inasprivano le già deleterie misure punitive a carico di questi ultimi.

    Con il decreto legislativo del duce del 4 gennaio 1944, n. 2 (GU-RSI n. 6, 10 gennaio 1944) contenente «Nuove disposizioni concernenti i beni posseduti dai cittadini di razza ebraica» si procedette d’ufficio alla confisca a favore della repubblica sociale, non solo dei beni direttamente posseduti dagli ebrei ma anche di tutti i crediti, mobili ed immobili, vantati da quest’ultimi nei confronti di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Inoltre, fu reso inefficace qualunque contratto posteriore al 30 novembre 1943 avente per oggetto il trasferimento di beni appartenenti a «persona di razza ebraica», annullando di fatto qualunque espediente volto a salvarne gli averi.

    Questo l’elenco degli ulteriori decreti legislativi contro gli ebrei varati dal governo della Repubblica Sociale Italiana: 

    Decreto legislativo del duce 31 marzo 1944, n. 109 - Nuovo statuto e regolamento dell'Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare (GU-RSI n. 81, 6 aprile 1944).

    Decreto ministeriale 16 aprile 1944, n. 136 - Trasformazione della direzione generale per la demografia e la razza in direzione generale per la demografia (GU-RSI n. 93, 20 aprile 1944).

    Decreto legislativo del duce 18 aprile 1944, n. 171 - Istituzione dell'Ispettorato Generale per la razza (G.U.-R.S.I. n. 111, 11 maggio 1944).

    Decreto ministeriale 15 settembre 1944, n. 685 - Adeguamento del trattamento tributario a favore di tutti i beni gestiti dall'Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare (E.G.E.L.I.) (GU-RSI n. 251, 26 ottobre 1944).

    Decreto ministeriale 30 dicembre 1944, n. 1036 - Modifica dello Statuto dell'E.G.E.L.I. ed istituzione del posto di Direttore Generale (GU-RSI n. 58, 10 marzo 1 945).

    Decreto legislativo del duce 28 febbraio 1945, n. 47 - Regolamento amministrativo dell'Ispettorato Generale per la Razza (GU-RSI n. 52, 3 marzo 1945).

    Con quest’ultimo provvedimento si concluse la serie di leggi, decreti e circolari promulgati dallo stato fascista prima e da quello repubblichino in seguito contro la popolazione ebraica.

    Dal giugno 1944, a seguito della liberazione di Roma, all’isolata iniziativa badogliana di gennaio seguì un’intensa attività legislativa per la reintegrazione degli ebrei e dei dissidenti nei diritti civili, politici e patrimoniali. Il secondo governo Bonomi - dal 18 giugno al 25 dicembre 1944 - diede corso all’iniziativa nata in seno al Partito d’Azione, per creare una commissione che redigesse un testo unico per la completa abolizione delle leggi razziste predisponendo allo stesso tempo le misure atte a sanare le loro conseguenze. Alla commissione presero parte, tra gli altri, Edoardo Volterra, Arturo Carlo Jemolo, Enzio Volli, Federico Comandini e Silvio Ottolenghi. Lo schema del testo unico fu di riferimento ai successivi provvedimenti dello stesso tenore emanati dal governo.

    Finalmente, con il decreto legislativo luogotenenziale n. 252, del 5 ottobre 1944 (GU-RI n. 71, 20 ottobre 1944) si procedette alla pubblicazione e relativa entrata in vigore del regio decreto-legge del 20 gennaio 1944, n. 26, contenente «disposizioni per la reintegrazione nei diritti patrimoniali dei cittadini italiani e stranieri già dichiarati o considerati di razza ebraica». Quest’ultimo era rimasto non pubblicato per il timore, condiviso con la Commissione di Controllo Alleata facente capo all’Allied Military Government of Occupied Territories, che potesse provocare reazioni negative a carico degli ebrei nei territori della Repubblica Sociale. Con la disposizione della restituzione patrimoniale terminò così la prima fondamentale fase del processo di abrogazione delle leggi razziste. Quelli che seguono furono i provvedimenti adottati dal secondo e terzo governo Bonomi concernenti altre misure di reintegro e riparazione:

    Decreto legislativo luogotenenziale 20 luglio 1944, n. 209 - Norme per la riammissione nell'esercizio professionale di notai colpiti da disposizioni di carattere razziale o dispensati dall'ufficio per motivi politici e modificazioni all'ordinamento del notariato (GU-RI n. 60, 26 settembre 1944).

    Decreto legislativo luogotenenziale 10 agosto 1944, n. 195 - Rettifica di atti di stato civile relativi a persone colpite da leggi razziali (GU-RI n. 55, 14 settembre 1944).

    Decreto legislativo luogotenenziale 24 agosto 1944, n. 183 - Riassunzione in servizio di magistrati dell'ordine giudiziario dispensati per motivi politici o razziali (GU-RI n. 52, 5 settembre 1944).

    Decreto legislativo luogotenenziale 7 settembre 1944, n. 264 - Modificazioni al vigente ordinamento universitario (GU-RI n. 74, 28 ottobre 1944,).

    Decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 287 - Provvedimenti relativi alla riforma della legislazione civile (GU-RI 9 n. 79, novembre 1944).

    Decreto legislativo luogotenenziale 5 ottobre 1944, n. 249 - Assetto dalla legislazione nei territori liberati (GU-RI 18 ottobre 1944, n. 70).

    Decreto legislativo luogotenenziale 19 ottobre 1944, n. 301 - Revisione delle carriere dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni (GU-RI n. 81, 14 novembre 1944).

    Decreto legislativo luogotenenziale 19 ottobre 1944, n. 306 - Norme complementari alle disposizioni del regio decreto-legge 20 gennaio 1944. n. 25, concernente la reintegrazione nei diritti civili e politici dei cittadini italiani e stranieri già dichiarati di razza ebraica o considerati di razza ebraica (GU-RI n. 82, 16 novembre 1944).

    Decreto legislativo luogotenenziale 1° novembre 1944, n. 388 - Riammissione in carica degli agenti di cambio dichiarati dimissionari per motivi razziali (GU-RI n. 100, 28 dicembre 1944).

    Decreto legislativo luogotenenziale 5 aprile 1945, n. 238 - Provvedimenti sull'istruzione superiore (GU-RI n. 63, 26 maggio 1945).

    Decreto legislativo luogotenenziale 12 aprile 1945, n. 222 - Norme complementari integrative e di attuazione del decreto legislativo luogotenenziale 20 gennaio 1944, n. 26. per la reintegrazione dei cittadini italiani e stranieri colpiti dalle disposizioni razziali nei loro diritti patrimoniali (GU-RI n. 61, 22 maggio 1945).

    Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 maggio 1945 - Inapplicabilità della legge di guerra nei confronti degli apolidi, colpiti da disposizioni razziali, che abbiano già avuto la cittadinanza tedesca (GU-RI n. 66, 2 giugno 1945).

    Con il governo di unità nazionale condotto da Ferruccio Parri, segretario del Partito d’Azione, e con il primo governo del democristiano Alcide De Gasperi, proseguì l’iter legislativo che avrebbe dovuto annullare gli effetti delle leggi fascistissime e di quelle razziste.

    Decreto legislativo luogotenenziale 14 giugno 1945 n. 348 - Ammissione agli esami di maturità e di abilitazione negli Istituti di istruzione media in favore dei giovani che per motivi razziali o per gravi ragioni inerenti allo stato di guerra si siano trovati nell'impossibilità di frequentare i corsi e di sostenere gli esami (GU-RI n. 81, 7 luglio 1945).

    Decreto legislativo luogotenenziale 12 ottobre 1945 n. 668 - Proroga dei termini per le dichiarazioni di convalida e per quelle di inefficacia di atti emanati sotto l'impero della sedicente repubblica sociale (GU-RI n. 130, 29 ottobre 1945).

    Decreto legislativo luogotenenziale 30 novembre 1945, n. 880 - Norme integrative delle disposizioni sulla riammissione in servizio e sulla ricostruzione delle carriere dei pubblici impiegati perseguitati per motivi politici dal cessato regime (GU-RI n. 36, 12 febbraio 1946).

    Decreto legislativo luogotenenziale 18 gennaio 1946, n. 87 - Riammissione in servizio del personale militare della Regia guardia di finanza già dispensato per motivi politici e razziali (GU-RI n. 66, 20 marzo 1946).

    Decreto legislativo luogotenenziale 5 maggio 1946, n. 393 - Rivendicazione dei beni confiscati, sequestrati o comunque tolti ai perseguitati per motivi razziali sotto l'impero del sedicente governo della repubblica sociale (GU-RI 4 n. 128, giugno 1946).

    Regio decreto legislativo 27 maggio 1946, n. 535 - Riassunzione in ruolo di professori universitari già dispensati per motivi politici o razziali (GU n. 145, 2 luglio 1946).