Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019 Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Piero Treves (1911-1992)

Milano 27 novembre 1911 - Nizza 7 luglio 1992

PDF non disponibile

Familiari emigrati

  • Antonello Gerbi (Firenze 15 maggio 1904 – Civenna (Como) 26 luglio 1976), cugino: capo dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana dal 1932, nel 1938 perse il posto di lavoro a causa delle leggi razziali. Dopo aver trascorso con la famiglia dieci anni a Lima, in Perù, nel 1948 tornò in Italia riprendendo il proprio posto alla Comit fino al 1970.
  • Claudio Gerbi (Firenze 1907- New York 1990), cugino: medico internista, si trasferì negli Stati Uniti nel 1938 e vi rimase, acquisendo la cittadinanza americana. Dal 1942 fu a New York, dove insegnò come internista alla Columbia University fino al 1979 e tenne uno studio privato. Non rientrò in Italia.
  • Giuliano Gerbi (Firenze 26 dicembre 1905 – Genova 25 gennaio 1976), cugino: dopo la laurea alla Bocconi di Milano, divenne giornalista sportivo. Perduto il lavoro per i provvedimenti razziali, trovò rifugio prima a Parigi, poi in Colombia e infine negli Stati Uniti. Qui divenne una delle voci più famose della sezione italiana della Voice of America. Rientrò a Milano negli anni Sessanta, entrando nel mondo della finanza ma continuando a fare anche il giornalista. 
  • Alessandro Levi (Venezia 19 novembre 1881 – Berna 6 settembre 1953), zio: professore di filosofia del diritto in diverse università italiane, nel 1925 firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Croce. Perse la cattedra a causa delle leggi razziali e nell’autunno 1943 trovò rifugio in Svizzera. Tornò in Italia, a Firenze, dopo la fine della guerra e nel 1948 riprese lì l’insegnamento universitario.
  • Uberto Limentani (Milano 15 dicembre 1913 – Siusi 17 agosto 1989), cugino: laureato in Giurisprudenza e in Lettere all’Università di Milano, in seguito alle leggi razziali emigrò in Gran Bretagna. Sopravvissuto al naufragio dell’Arandora Star, collaborò per tutto il periodo bellico a Radio Londra. Nel dopoguerra e fino al pensionamento insegnò Letteratura italiana all’Università di Cambridge. 
  • Sarina Nathan Levi (Livorno 16 luglio 1884 – Firenze 22 dicembre 1967), zia: apparteneva ad una famiglia molto in vista nel panorama politico italiano; la nonna, che portava lo stesso nome, fu molto vicina a Mazzini e lo zio, Ernesto, fu un importante sindaco di Roma dal 1907 al 1913. Sposò Alessandro Levi nel 1911 e visse con lui fino alla sua morte nel 1953, seguendolo anche in Svizzera e sfuggendo così alla persecuzione antiebraica. Rientrò in Italia.
  • Claudio Treves (Torino 24 marzo 1869 – Parigi 11 giugno 1933), padre: tra i leader del Partito Socialista e direttore del quotidiano Avanti!, fu nemico personale di Mussolini, che sfidò a duello nel 1915. Nel clima di intimidazioni successivo all’attentato Zamboni (ottobre-novembre 1926), dovette riparare prima in Svizzera e poi a Parigi. Qui prese parte alle attività della Concentrazione antifascista e qui morì improvvisamente. Non rientrò mai in Italia.
  • Paolo Treves (Milano 27 luglio 1908 – Fregene (Roma) 4 agosto 1958), fratello: laureato in giurisprudenza e in scienze politiche, ogni carriera gli era preclusa per il suo dichiarato antifascismo. Nel 1938 trovò rifugio in Inghilterra con la madre e il fratello e durante la guerra fu tra i collaboratori più assidui di Radio Londra. Rientrò in Italia nel 1945 per dedicarsi alla politica. Fu eletto all’Assemblea costituente e poi deputato dal 1948 al 1958. Dal 1950 insegnò Storia delle dottrine politiche all’Università di Firenze.
  • Olga Treves Levi (Venezia 2 dicembre 1877 - Londra 20 settembre 1945), madre: donna colta e determinata appartenente all’alta borghesia veneziana, sposò Claudio Treves nel 1907. Rimasta vedova nel 1933, lasciò l’Italia nel 1938 con i figli, trovando rifugio in Inghilterra. Negli anni della seconda guerra mondiale aderì ad alcune associazioni antifasciste attive a Londra. Non rientrò in Italia. 

Enti di soccorso

  • The Society for the Protection of Science and Learning

Referenze

Referenze dichiarate alla Society for the Protection of Science and Learning (dicembre 1937):

  • G. Murray, Oxford University
  • F.E. Adcock, King’s College, Cambridge
  • F.M. Cornford, Trinity College, Cambridge
  • M. Cary, University College, Londra
  • W. Jaeger, The University of Chicago
  • M. Rostovtzeff, Yale University

Referenze effettivamente ricevute:

  • M. Rostovtzeff, Yale University
  • M. Cary, University College, Londra
  • W. Jaeger, The University of Chicago 

Relazioni d'aiuto

  • Alessandro Casati (Milano 5 marzo 1881 – Arcore (Monza) 4 giugno 1955), negli anni Trenta assunse Treves come precettore privato del figlio Alfonso. In questo modo permise a Piero di continuare i suoi studi anche senza entrare nell’università, che gli era preclusa visto il suo dichiarato antifascismo.
  • Frank Ezra Adcock (Desford 15 aprile 1886 – Cambridge 22 febbraio 1968) professore a Cambridge, con il collega Francis Macdonald Cornford aiutò Treves ad avere la borsa di studio che nel 1938 gli permise di trasferirsi a Cambridge come PhD student.
  • Francis Macdonald Cornford (Eastbourne 27 febbraio 1874 – Cambridge 3 gennaio 1943), professore a Cambridge, nel 1939 lo raccomandò con successo alla Society for the Protection of Science and Learning per un ulteriore finanziamento per la sua collaborazione al Corpus Platonicum Medii Aevi.
  • William Gillies (1885 – 1958), segretario dell’International Department del Partito laburista britannico, fece pressione sui funzionari del governo inglese affinché fossero liberati alcuni antifascisti, fra cui i fratelli Treves, rinchiusi nei campi di prigionia insieme agli altri italiani residenti nel Regno Unito, l’indomani dell’entrata in guerra dell’Italia fascista.
  • Decio Pettoello (Torino 24 luglio 1886 – Cambridge aprile 1984), esule in Inghilterra fin dal 1922 e professore all’Università di Cambridge, nella sua casa Treves entrò in contatto con altri importati fuorusciti che lì si riunivano. Fu tra i rinnovatori del Free Italy Movement, cui aderirono anche i fratelli Treves.
  • Raffaele Mattioli (Vasto (Chieti) 20 marzo 1895 – Roma 27 luglio 1973), banchiere e mecenate, appoggiò il difficile ingresso di Treves nel mondo universitario del secondo dopoguerra.