Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019-Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Guido Coen (1908-1987)

Ancona 10 settembre 1908 - Washington 26 ottobre 1987

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Familiari emigrati

  • Ada Ascoli Coen (Ancona, 13 ottobre 1891 - Ancona 4 agosto 1967), madre: emigrò con la famiglia della figlia Carla, stabilendosi negli Stati Uniti nel 1940. Pur trascorrendo vari periodi presso la figlia a Larchmont, NY, rientrò in Italia nel 1946.
  • Carla Coen Pekelis (Roma 5 aprile 1907 - New York 7 ottobre 1985), sorella: il padre Dante Ascoli gestiva la gioielleria Settepassi sul Ponte Vecchio a Firenze. Nel 1938 espatriò con il marito e le figlie, dalla Francia al Portogallo finché, nel dicembre 1940, emigrarono negli Stati Uniti. Con loro partirono anche le rispettive madri: Ada Ascoli Coen e Maria Rosa Levinson Pekelis. Si stabilirono a Larchmont, NY, dove Carla ebbe altri due figli, Haim (16 settembre 1941 –) poi consulente finanziario a Los Angeles, e Alessandra detta Coco (22 agosto 1945 –), poi scrittrice a New York come suo marito David Dalton. Nel dicembre 1946 rimase vedova e iniziò a lavorare come docente e scrittrice. Si risposò con Peter Seitz in 1968. Non rientrò stabilmente in Italia.
  • Alessandro Pekelis (Odessa, Impero russo 7 aprile 1902 – Shannon, Irlanda 28 dicembre 1946), cognato: emigrato dalla Russia in Germania e Austria e stabilitosi in Italia nell’ottobre 1921, divenne avvocato, assistente volontario all’Università di Firenze e libero docente all’Università di Roma. Antifascista e sionista, nel 1938 emigrò con la famiglia in Francia e nel dicembre 1940 negli Stati Uniti. Si inserì alla New School e alla Columbia Law School. Morì in un incidente aereo in Irlanda, lasciando Carla con cinque figli, Daniela, Simona, Rossella, Haim (16 settembre 1941 –) poi consulente finanziario a Los Angeles, e Alessandra detta Coco (22 agosto 1945 –), poi scrittrice a New York come suo marito David Dalton. Nessuno di loro è rientrato in Italia.
  • Daniela Ada Miriam Pekelis Siena (Firenze 1 luglio 1933 – Odon, Indiana 21 dicembre 2020), nipote: a cinque anni seguì i genitori nei percorsi migratori fino a stabilirsi negli Stati Uniti nel dicembre 1940. Completò i suoi studi al Sarah Lawrence College nel 1954 e al M.M.F.T Phillips Graduate Institute nel 1996. Nel 1955-56 lavorò come segretaria di Adriano Olivetti in Italia, a Ivrea, e poi ancora per la Olivetti quando tornò negli Usa. Lavorò come insegnante di dizione italiana per importanti teatri d’opera e divenne psicoterapeuta. Non rientrò in Italia.
  • Simona Luciana Raimonda Emanuela Pekelis poi Simone McCray (Firenze 23 febbraio 1936 –), nipote: con la famiglia arrivò negli Usa nel dicembre 1940 completò i suoi studi al B.A. Sarah Lawrence College nel 1957. Cantante ed Executive VP della WQXR radio, vive a New York con il marito Ken Peterson. Ha avuto due figli. Non è rientrata in Italia.
  • Rossella Carla Alessandra Pekelis poi Rosselle (Firenze 10 luglio 1938 – Seattle 9 dicembre 2019), nipote: arrivò negli Usa a due anni. Divenne avvocata e giudice, nominata nel 1986 nella State of Washington Supreme Court. Sposata tre volte, ha avuto tre figli dal primo marito Robert Higgins, ed un figlio dal secondo marito Gordon Jones. Non rientrò in Italia.
  • Luciana Meira Coen (Ancona?, 4 marzo 1910 – Israele 1991), sorella: sposata con Mario Aharon Ottolenghi, fervente sionista, emigrarono in Palestina mandataria. Ebbero tre figli, Micael, Miriam detta Memmi, ed Alisa che sono rimasti in Israele. Non rientrò in Italia.
  • Mario (poi Aharon) Ottolenghi (Firenze 7 marzo 1904 - Ramat Gan, Israele 11 marzo 1978), cognato, marito di Luciana Coen: sionista, economista, nell’ottobre 1938 emigrò nella Palestina mandataria con la moglie e due figli, Michael e Miriam, tutti rimasti in Israele dove nacque poi Alisa. Non rientrò in Italia.
  • Michael (Micael) Ottolenghi (Firenze 21 novembre 1934 - Israele 5 dicembre 2019), nipote, figlio di Luciana: da bambino emigrò in Palestina mandataria con i genitori e la sorella Miriam (poi coniugata Roth, 1936 - 1998). Divenne professore di chimica e Dean alla Hebrew University di Gerusalemme; sposato con Ruth Posener, preside di scuola superiore, ebbe tre figli: Tirza poi coniugata Florentin, Yiftach (1971 - 1992) e Yotham (Gerusalemme 1968 - ), chef e proprietario di ristoranti a Londra. Non rientrò in Italia.
  • Emanuele Pekelis (Odessa, Impero russo 11 gennaio 1904 – Jasper, Walker, Alabama, USA 8 aprile 1979), cognato: fratello di Alessandro, emigrato con la famiglia a Firenze nel 1922, dove si laureò in Medicina e iniziò a praticare la professione. Radiato dall'albo dei medici in seguito alle leggi razziali del 1938, nel 1939 emigrò in Francia e da qui a New York nello stesso anno. Negli USA riprese la professione medica, risiedendo in vari stati. Il 18 aprile 1943 sposò Rosemarie Milly Lenel. Non rientrò in Italia.
  • Rosemarie Milly Lenel, (Mannheim, Germania 11 novembre 1916 – Alameda, California, USA 14 aprile 1981), cognata: moglie di Emanuele, cardiologa, di origini ebraiche si rifugiò prima in Svizzera dal fratello Heinz Walter Lenel, dove nel 1939 fu aiutata dall’International Student Service (ISS) per trasferirsi e proseguire gli studi negli Stati Uniti. Si sposò con Emanuel Pekelis il 18 aprile 1943. Nel 1952 lavorava al Kaiser Hospital in Oakland dove rimase fino all’età della pensione nel 1976. Impegnata in attività umanitarie. I due si separarono durante gli anni Cinquanta. Non tornò in Europa.
  • Raimondo Pekelis (Odessa 25 luglio 1907 – ?), cognato: emigrato in Italia. Fu l’unico a non andare negli Stati Uniti, fu internato prima a Isola del Gran Sasso, poi a Ferramonti in provincia di Cosenza nel maggio del 1942. Il suo nominativo compare tra i liberati di un Displaced persons camps in Svizzera. Rientrò in Italia.
  • Carlo Ascoli (Ancona 1872 – Brasile ?), zio materno: laureato in medicina, si trasferì in Brasile, prima delle leggi razziali, e visse a San Paolo. Faceva parte dell’Automovel Clube, per l’assistenza automobilistica sorto nel 1935 su iniziativa di un gruppo di amici nel quartiere Santa Cecilia. Sposato con Hélène, non ebbe figli.
  • Clemente Giorgio Ascoli (Ancona 28 marzo 1884 - Argentina ?), zio materno: commerciante, sposato nel 1916 con Luisa Colognato (Ancona 19 giugno 1894 – Argentina ?), emigrò con lei e quattro figli in Argentina.
  • Carlo Tagliacozzo (Roma 21 gennaio 1904 - ?), cugino, figlio di Giacomo e di Annarosa (Annina) Ascoli, zia materna di Guido: ingegnere, emigrò in Brasile con documenti rilasciati a Ginevra tra gennaio e maggio 1940; nel settembre 1941 ottenne un insegnamento universitario, non rinnovato, già autore di testi specialistici sul cemento armato, pubblicò là un libro Concreto armado (San Paulo, 1943). Frequentava gli italiani ebrei emigrati e nel 1945 si sposò. Rientrò a Roma nel dopoguerra.
  • Silvana Ascoli Levi poi Larri (? 9 marzo 1905 - Sydney 2 novembre 1999), cugina, figlia di Leone Ascoli, zio materno di Guido, e di Marta Levi: partì con il marito Gastone Levi e con i tre figli Marta Lia di otto anni, Fulvio Massimo di sei e Gianna Vilma di tre anni. Arrivarono a Sydney il 26 dicembre 1939, e presto cambiarono il cognome ebraico in Larri. Sorvegliata come enemy alien. Non rientrò in Italia.
  • Gastone Levi (? 7 maggio 1901 – Australia 21 ottobre 1978), cugino acquisito, marito di Silvana Ascoli e figlio di Massimo Levi e Fanny Cammeo: con i tre figli e la moglie si imbarcò sulla Romolo della Lyod Triestino, in servizio di rotta tra Genova e l’Australia che sei mesi dopo si sarebbe autoaffondata per non essere catturata, essendo ormai l’Italia in guerra. Suo fratello Renato (1898 - 1944) fu arrestato il 10 ottobre 1943 e non sopravvisse ad Auschwitz. Gastone e la famiglia cambiarono il cognome in Larri. Non rientrò in Italia.