Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019-Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Fernando Liuzzi (1884-1940)

Altre intestazioni: Ferdinando Liuzzi

Senigallia 19 dicembre 1884 - Firenze 6 ottobre 1940

Vite in movimento

Familiari emigrati

  • Paola Forti Liuzzi (Prato 18 gennaio 1893 – ?), moglie: appartenente a ricca e numerosa famiglia ebraica di industriali tessili, aveva sposato il musicista Fernando nel 1913. Rimasta vedova nel 1940, trascorse un periodo a Parigi, dove ebbe contatti con i fuoriusciti antifascisti. Con il figlio Franco di 29 anni, la figlia Maria Luce di 27, e la nipotina Eva Paola, varcò clandestinamente il confine vicino ad Ascona il 24 febbraio 1944, rifugiandosi in Svizzera. Dopo la guerra rientrata in Italia.
  • Franco Liuzzi (Bologna 9 giugno 1915 – ?), figlio: studente di scienze politiche a Roma, ebreo e antifascista, si rifugiò in Svizzera con la madre, la sorella e la nipote il 24 febbraio 1944. Internato a Cossonay, si avvicinò a Ernesto Rossi e al Movimento Federalista Europeo. Dopo la guerra rientrato in Italia.
  • Maria Luce “Lucetta” Liuzzi Amendola (Courmayeur 16 agosto 1916 – Roma 10 dicembre 1986), figlia: studentessa di archeologia a Roma, antifascista, aderì al Partito d’Azione. Il 29 agosto 1938 si sposò con Antonio Amendola (1913 – 1953) figlio del politico Giovanni, morto nel 1926 in Francia a seguito di un’aggressione fascista. Senza Antonio, che era ricoverato per depressione, il 24 febbraio 1944 Maria varcò il confine della Svizzera con la sua bambina Eva Paola di nemmeno 4 anni, la madre Paola e il fratello Franco, cercando rifugio. Conosceva almeno quattro lingue e fece la bibliotecaria a Roma. Dopo la guerra rientrata in Italia.
  • Eva Paola Amendola (Roma 21 marzo 1940 – Roma 2 dicembre 2016), nipote: figlia di Lucetta e Antonio Amendola, fu portata in Svizzera dalla madre con la nonna Paola e lo zio Franco il 24 febbraio 1944, quando non aveva ancora 4 anni. Divenne autrice di libri fotografici e ricercatrice iconografica. Sposata con Paolo Canevacci, ebbero tre figli: Lorenzo nel 1963, Matteo (1966 – 2006) e Riccardo nel 1971. Dopo la guerra rientrata in Italia.
  • Diana Liuzzi De Benedetti (10 ottobre 1890 – ?), sorella: si rifugiò in Svizzera con i suoi bambini, Bianca e Guido,  varcando clandestinamente il confine il 16 marzo 1944. Dopo la guerra rientrata in Italia.
  • Clara Forti Castelnuovo-Tedesco (Prato 3 aprile 1894 – Los Angeles 18 gennaio 1989), cognata, sorella di Paola: di ricca e numerosa famiglia di industriali tessili di origine ebraica, il 13 luglio 1939 emigrò negli USA, partendo da Trieste, con il marito Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore e musicista, e i figli Pietro e Lorenzo. Non rientrata in Italia.
  • Mario Castelnuovo-Tedesco (Firenze 3 aprile 1895 – Beverly Hills, California 16 marzo 1968), cognato, marito di Clara: musicista e compositore di fama internazionale, emigrò con la famiglia negli USA il 13 luglio 1939, a 44 anni, trovando poi impiego negli studios di Hollywood, in particolare alla Metro-Goldwin-Mayer. Dopo la guerra, acquistò un piccolo appartamento a Firenze. Non rientrato in Italia.
  • Pietro Castelnuovo-Tedesco (Firenze 5 gennaio 1925 – Nashville 24 gennaio 1998), nipote, figlio di Clara e Mario: a 14 anni emigrò con la famiglia negli USA nel luglio 1939 e divenne psichiatra. Ebbe due figlie: Diana e Costanza. Non rientrato in Italia.
  • Lorenzo Castelnuovo-Tedesco (Firenze 17 novembre 1930 – Los Angeles 14 giugno 2000), nipote, figlio di Clara e Mario: emigrò con la famiglia nel luglio 1939 negli USA, ad appena 8 anni, e divenne architetto. Ebbe due figli: Marc e Greg. Non rientrato in Italia.
  • Aldo Forti (Prato 12 luglio 1892 – ?) cognato, fratello di Paola: industriale, il 4 gennaio 1944 con sua moglie Elena Grazzini, protestante poi battezzata cattolica, ed i loro 5 figli nati tra il 1925 e il 1938, varcò il confine per la Svizzera. Aldo aveva donato alla moglie non ebrea la sua quota dell'azienda tessile, in modo da non farla inserire nell'elenco delle aziende ebraiche. Rifugiati in Svizzera, lavorarono nel campo profughi, Aldo in cucina ed i figli adolescenti Marco e Francesco a fare pulizie. Questi ultimi, nel luglio 1948, si sposarono con le due sorelle Paola e Silvia Rosselli. Dopo la guerra rientrato in Italia.
  • Giorgio Forti (Prato 9 luglio 1897 – ?), cognato: fratello di Paola, industriale tessile, aveva ottenuto la discriminazione il 27 settembre 1939. Con sua moglie Raffaella aveva fondato a Firenze nel 1942 la DELASEM dei piccoli. La loro casa in via Benedetto Varchi fu confiscata dalla RSI. Nel giugno 1944 con la moglie e i tre figli si rifugiò in Svizzera, dichiarandosi cattolici, ma di origine ebraica e antifascista. Dopo la guerra rientrato in Italia.
  • Piera Forti Tedeschi (Prato 8 novembre 1904 – Madison, Wisconsin 13 gennaio 1990), cognata, sorella di Paola: il 22 settembre 1939 emigrò con il marito Cesare Tedeschi e i figli Guido e Luca negli USA partendo da Genova. Non rientrata in Italia.
  • Cesare Giorgio Tedeschi (Ferrara 14 agosto 1904 – Framingham, Massachusetts 26 giugno 1974), cognato, marito di Piera: medico e libero docente dal 1932, dispensato dall’incarico all’Istituto di Anatomia dell’Università di Ferrara, ottenne la discriminazione il 24 marzo 1939 e nel settembre 1939 emigrò con la moglie ed i figli negli USA, dove fu professionista e docente di patologia alla Boston School of Medicine. Non rientrato in Italia.
  • Guido Tedeschi, poi John Alfred Tedeschi (Modena 17 luglio 1931 –), nipote, figlio di Piera e Cesare: emigrò negli USA con la famiglia a 8 anni nel 1939 e divenne storico modernista, curatore del Department of Special Collections nella Memorial Library of the University of Wisconsin-Madison. Con sua moglie Anne ha tradotto dall’italiano vari volumi di storia. Non rientrato in Italia.
  • Luca Tedeschi, poi Luke (Modena 1 novembre 1934 – Hingham, Massachusetts 5 agosto 2010), nipote, figlio di Piera e Cesare: emigrò con i genitori e il fratello negli USA nel settembre 1939 ad appena 5 anni; divenne medico. Non rientrato in Italia.
  • Lina Vigevani Usiglio (? 8 aprile 1911 – ? 1992), nipote, figlia di Enrica Liuzzi (sorella di Fernando) e Enea Vigevani: trovò rifugio in Svizzera il 25 ottobre 1943 insieme al marito Guido e alla figlia Enrica «Riri»(1932 - 1970) di undici anni. Dopo la guerra rientrata in Italia.
  • Guido Usiglio (? 2 febbraio 1900 – ? 1981), nipote, marito di Lina: imprenditore nel milanese con la ditta Usiglio Guido & Figlio, giunse in Svizzera con la moglie il 25 ottobre 1943. Dopo la guerra rientrato in Italia.
  • Giorgio Vigevani (Milano 23 luglio 1912 – Milano 6 febbraio 1997), nipote, fratello di Lina: avvocato, antifascista. Infiltrato nei GUF, emigrò in Francia nel 1937. Aderì al movimento Giustizia e Libertà, nel 1939 si iscrisse al Partito Comunista. Dopo l’8 settembre 1943 prese parte alla Resistenza, guadagnandosi la medaglia d’oro della Liberazione. Rientrato in Italia.
  • Alberto Vigevani (Milano 1 agosto 1918 – Como 23 febbraio 1999), nipote, fratello di Lina: scrittore e libraio antiquario, iscritto all’università Ca’ Foscari, già impegnato in attività antifasciste, con la promulgazione delle leggi razziali lasciò Venezia per Grenoble. Nel 1941 tentò di emigrare senza successo negli USA e quindi, il 13 settembre 1943, trovò rifugio in Svizzera con la moglie Anna Maria e il figlio Paolo di appena sei mesi; a Lugano diresse «Libera Stampa», quotidiano socialista. Continuò a dedicarsi alla scrittura e all’editoria. Dopo la guerra rientrato in Italia.
  • Anna Maria Camerini Vigevani (Italia 21 agosto 1918 – Italia? 3 settembre 2003), nipote, moglie di Alberto: il 13 settembre 1943 fu con il marito e il figlio Paolo di soli sei mesi trovò rifugio in Svizzera, stabilendosi a Lugano. Ebbe altri tre figli: Rossana, Andrea e Marco. Dopo la guerra rientrata in Italia.
  • Paolo Vigevani (? 14 marzo 1943 – Milano 15 febbraio 2020), pronipote, figlio di Alberto e Anna Maria: con loro trovò rifugio a Lugano nel 1943. Affiancò il padre nella gestione della casa editrice «Il Polifilo» fondata nel 1959. Dopo la guerra rientrato in Italia.
  • Mario Cesare Forti (Prato 17 luglio 1898 - Los Angeles 19 novembre 1983), cugino, figlio di Giulio Forti, zio di Paola: industriale tessile, dopo le leggi razziali lasciò Firenze e con la moglie malata e due figlie piccole rimase un periodo in Svizzera dove lei poteva curarsi. Dalla Francia, il 4 agosto 1939 si imbarcarono per New York ma con destinazione San Diego, dichiarando il riferimento di un parente a Berkeley, California. Si stabilirono a Los Angeles, dove si vedevano spesso con i Castelnuovo Tedesco. Naturalizzato americano nel 1945, fece vari soggiorni in Italia. Non rientrato in Italia.
  • Milka Grunstein Forti (Salonicco, Grecia 14 giugno1904 - Los Angeles 19 novembre 2003), cugina: sposata a Milano nel 1927 con l’industriale toscano Mario Forti, vivevano a Firenze. Con lui, le due bambine ed un’infermiera francese per assisterla dopo una lunga malattia trascorsa a Berna, il 4 agosto 1939 si imbarcò sulla Nieuw Amsterdam da Boulogne. Si stabilirono a Los Angeles. Tornò in visita in Italia nel 1948 con la figlia minore Simonetta e in altri viaggi. Non rientrata in Italia.
  • Anna Palma Forti (Firenze, 17 agosto 1929 - Concord, California 2 luglio 2017), cugina: allontanata dalla scuola a nove anni perché ebrea, nel 1939 con i genitori e la sorella minore Simonetta lasciò l’Italia per la Svizzera e nell’agosto emigrarono in California, a Los Angeles. Nel luglio 1948 si sposò con l’americano Robert Rail (1922 - 2013), da cui ebbe un figlio, Steven; divorziò. Non rientrata in Italia.
  • Simonetta (poi Simone) Forti (Firenze 25 marzo 1935 - ), cugina: con i genitori e la sorella di 6 anni più grande, dopo le leggi razziali lasciarono l'Italia e quando lei aveva quattro anni, nell'agosto 1939, la sua famiglia partì per New York con destinazione California. Frequentò le scuole pubbliche a Los Angeles, poi in Oregon e, con il primo marito Robert Morris, si trasferì a San Francisco e a New York. Divenne una famosa artista del post-moderno, danzatrice, coreografa e scrittrice. Dopo il divorzio da Robert Withman anche lui artista, ha vissuto e lavorato a Roma dal 1965 al 1970, ma è tornata in America e si è risposata con Peter van Riper. Le sue opere sono state esposte o rappresentate al Moma e grandi musei europei e nel 2021 ad una mostra al Pecci di Prato. Non rientrata in Italia.

Enti di soccorso

  • Emergency Committee in Aid of Displaced Foreign Scholars, New York

Referenze

Referenza dichiarata all’ECADFS:

  • Carleton Sprague Smith (New York 1905 - Washington, CT 1994), professore di storia e musica alla NYU, tra i fondatori dell’American Musicological Society.

Relazioni d'aiuto

  • Gustav Reese (New York 1899 - Berkeley 1977), musicologo e docente universitario: lo invitò ad un congresso a New York nel settembre 1939, decisivo per avere un permesso di soggiorno.
  • Clara e Mario Castelnuovo Tedesco: suoi cognati, arrivati a New York nel luglio 1939.
  • Massimo Calabresi (Milano 1903 - New Haven 1988), cardiologo: da poco emigrato, da New Haven andò a visitarlo a New York durante il ricovero ospedaliero all’inizio del 1940.
  • Mario Volterra (Firenze 1901 - 1960), medico fiorentino: da poco emigrato, lo assistette durante il ricovero ospedaliero all’ospedale ebraico di New York.

Mobilità

1884Senigallia (Ancona)

1884Bologna

Formazione

  • 1909 Laurea in Lettere
  • Studente
1905Monaco

Periodo di studio all'estero

  • Studente
1910Parma

Professore di composizione

  • Conservatorio di Parma
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Insegnante
1917Firenze

Professore di armonia e contrappunto

  • Conservatorio di Firenze; 1927 libera docenza in Estetica
  • Incarico a tempo determinato,Incarico a tempo indeterminato
  • Insegnante,Libero docente
1932Roma

Libero docente in Storia ed estetica della musica

  • Dispensa nel marzo 1939 (retroattiva al 14 dicembre 1938)
  • Incarico a tempo determinato
  • Libero docente
1939Bruxelles

Visiting Professor

  • Ecole des Hautes Etudes de Belgique
  • Incarico a tempo determinato
  • Docente universitario non di ruolo
1939Parigi

Breve soggiorno

1939Cherbourg (Francia)

Emigrazione negli Stati Uniti

  • Partenza il 30 agosto
1939New York

Arrivo negli Stati Uniti

  • Invitato all’International Musicological Congress; futuro incarico temporaneo alla Columbia University
1940Firenze

Rientro in Italia per malattia

  • Partenza il 20 maggio, sbarcò a Genova
1940Firenze