Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019-Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Gina Lombroso Ferrero (1872-1944)

Pavia 5 ottobre 1872 - Ginevra 27 marzo 1944

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Familiari emigrati

  • Guglielmo Ferrero (Portici 1871 - Mont-Pèlerin 1942), marito: sorvegliato politico già in epoca crispina, storico apprezzato all’estero, in Europa e negli Stati Uniti, perseguitato dal fascismo, nel 1930 accettò un invito a Ginevra dove divenne professore di storia contemporanea. Non rientrò in Italia.
  • Leo Ferrero (Torino 1903 - Santa Fe, USA, 1933), figlio: laureato a Firenze nel 1926 in storia dell'arte, letterato, nel 1928 partì per Londra, poi per Parigi in esilio volontario, e nel 1932 andò negli Stati Uniti con una Rockefeller Foundation fellowship. Non rientrò e morì precocemente in un incidente automobilistico.
  • Nina Ferrero Raditsa (Torino 23 marzo 1910 - Strada in Chianti, Firenze, 4 settembre 1987), figlia: nel 1935 si sposò con il diplomatico Bogdan Raditsa, con cui ebbe due figli: Bosiljka nata nel 1939, artista a New York, e Leo Raditsa nato in Svizzera (2 marzo 1936 - 22 febbraio 2011); emigrò negli Stati Uniti con la famiglia nel 1940, insegnò lingue alla Fairleigh Dickinson University fino al 1977 e fu segretaria della International League for Human Rights. Salvo i periodi spesso trascorsi nella villa di famiglia a Strada in Chianti, non rientrò in Italia.
  • Bogdan Raditsa (o Radica) (Spalato/Split 1904 - New York 1993), genero, marito di Nina: diplomatico, studiò a Lubiana e Firenze, nel '24 giornalista a Parigi poi ad Atene, dal '33 al '39 a Ginevra come diplomatico alla Lega delle Nazioni, poi a Belgrado; nel 1940 si trasferì negli Stati Uniti, salvo una parentesi a Londra e Belgrado, dove si stabilì dal ‘45, facendo poi il professore di storia. Non rientrò in Italia.
  • Paola Lombroso Carrara (Pavia 14 marzo 1871 - Torino 23 gennaio 1954), sorella maggiore: la primogenita di Cesare Lombroso e la più impegnata politicamente, giornalista, scrittrice e psicologa, sposata nel 1899 con Mario Carrara che perse la cattedra nel 1931 per aver rifiutato il giuramento, madre di Enrico, rimasta vedova nel 1937, dopo le leggi razziali si trasferì a Ginevra come la sorella. Dopo la morte di Gina rientrò in Italia.
  • Ugo Lombroso (Torino 15 ottobre 1877 - Genova 10 aprile 1952), fratello: professore di fisiologia espulso dall’Università di Genova, per un periodo si trasferì a Parigi come "maître de recherche" presso l'École de médecine. Tornò in Italia con la moglie, vivendo nascosti. Fu riassunto all'ateneo di Genova dove tornò nel 1946.
  • Silvia Forti Lombroso (Verona 2 gennaio 1889 - Roma luglio 1979), cognata: seguì il marito Ugo Lombroso negli spostamenti in Italia, e nel 1938 a Parigi. Rientrati in Italia, dopo il ’43 si nascosero in Toscana sotto falsa identità, e dopo un periodo a Roma tornarono a Genova. Scrittrice, rimasta vedova nel ’52, l’anno dopo andò a Cambridge (MA) dove vivevano i suoi due figli, Nora e Cesare con le rispettive famiglie, e dal ’56 si stabilì acquistando una casa là e trascorrendo alcuni mesi l'anno a Roma.
  • Cesare Lombroso (Roma 1917 - Cambridge, MA, 2013), nipote: lasciò l'Italia nel 1939 per gli USA; nel 1943 a New York sposò Irena "Rysia" Kister. Ebbero tre figli: Claudia G.S. Lombroso (New York 1946), Anna (Genova 1948), Paul (USA 1950). Dopo la guerra, la coppia venne a vivere in Italia con la primogenita, e Cesare riprese gli studi e si specializzò a Genova . Nel 1950 ripartirono per gli USA e Cesare divenne uno stimato neuropsichiatra infantile al Childrens' Hospital Medical Center di Boston. Per mantenere la libera docenza, venne a insegnare a Genova alcuni mesi l'anno, ma rimase negli Stati Uniti e acquisì la cittadinanza americana. Non rientrò stabilmente in Italia.
  • Irena "Rysia" Kister (Vilnius, allora Polonia poi Lituania, 1 aprile 1923 - Cambridge, MA, settembre 2012), nipote, moglie di Cesare: polacca di origine ebraica, emigrata con i genitori, una sorella minore e una zia da Varsavia nel 1941 a New York, dove conobbe Cesare. Tornò in Italia con il marito nel dopoguerra, per tornare poi a New York. Impegnata politicamente e nella diffusione della cultura polacca negli Stati Uniti, ottima cuoca, pubblicò un pluriedito Old Warsaw Cookbook (1958). All’inizio degli anni Sessanta riprese a studiare, con il suo PhD fece la psicologa fino a 75 anni. Non rientrarono in Europa né lei né la sua famiglia di origine. Rimasero tutti negli Stati Uniti, e altrettanto fecero i suoi tre figli.
  • Nora Lombroso Rossi (Quarto dei Mille, dal 1926 aggregato a Genova, 7 agosto 1914 - New York 2009), nipote: laureata in legge, di idee antifasciste come tutta la sua famiglia, emigrò con il marito Bruno in Danimarca, poi in Inghilterra e negli USA dove svolse vari lavori, da insegnante di italiano alla Cornell University, a cuoca, a importatrice d’arte e collaboratrice nello staff di Los Alamos. Ebbero tre figli: Florence (Ithaca 7 dicembre 1943-), poi insegnante in vari livelli di scuole a Sunnyvale, California; Frank (Los Alamos 10 novembre 1944-), fotografo medico e tecnico di laboratorio a Boston, e Linda (Cambridge, MA, 19 marzo 1953), consulente di marketing e educatrice finanziaria a New York. Non rientrò in Italia, dove pure venne per vari periodi, e tutti i figli sono rimasti negli USA.
  • Bruno Benedetto Rossi (Venezia 13 aprile 1905 - Cambridge 21 novembre 1993), nipote,  marito di Nora Lombroso: uno dei massimi esperti di raggi cosmici, espulso dalla cattedra di fisica a Padova per le leggi razziali, con la moglie emigrò prima a Copenhagen, poi a Manchester, e a giugno 1939 negli Stati Uniti, dove sarebbero nati i loro figli. Fu riassunto in servizio all’Università di Palermo nel 1974, a 70 anni quando era in pensione dal MIT. Mantenne la sua residenza e cittadinanza negli Stati Uniti.