Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019-Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Aldo Neppi Modona (1895-1985)

Firenze 20 Ottobre 1895 - Firenze 25 Maggio 1985

Vite in movimento

Familiari emigrati

  • Rachel Fintz Neppi Modona (Patmo, Grecia 14 ottobre 1907 – Firenze 23 gennaio 2003), moglie: con la famiglia, ebraica, benestante e dedita al commercio, si era trasferita a Rodi, dove lei insegnava all’asilo ebraico e dove conobbe Aldo, nel 1928, che era sull’isola per studio. Emigrò a Firenze per sposarlo, l’11 febbraio 1929. Ebbe due figli: Lionella (Firenze 16 febbraio 1931 –, poi coniugata Viterbo) e Leo (Firenze 5 luglio 1932 – Merano 26 agosto 1986). A Rodi tornò in visita due volte. Rimase in Italia.
  • Rebecca Cohen Fintz (Rodi 1872 – Harare, Zimbabwe 25 agosto 1949), suocera: con 11 fratelli e sorelle, sposata con Eliyahu Fintz (1867 – 1934) di Smirne, con lui si stabilì a Patmo dove gestivano due negozi. Ebbe cinque figli: Israel, Sarah «Sarina», Rachel, Esther e Lucie. Si trasferirono a Rodi dopo l’occupazione italiana. Nel 1939, a 67 anni, raggiunse il primogenito Israel a Salisbury, in Rhodesia (attuale Harare, Zimbabwe) allora colonia inglese. Non rientrò in Europa.
  • Israel Fintz (Rodi 6 ottobre 1899 – Harare, Zimbabwe 27 giugno 1982), cognato, fratello di Rachel: emigrato a Salisbury in Rhodesia (attuale Harare, Zimbabwe) allora colonia inglese, dove lo raggiunsero la madre vedova e due sorelle minori per sfuggire alle persecuzioni razziali. Sposato con Lucie Sidis (1912 – 1982), anche lei di Rodi, ebbero due figli, Elie e Rachel che si stabilirono a Cape Town. Non rientrarono in Europa.
  • Sarah o Sara «Sarina» Fintz Menashe (Rodi 21 gennaio 1903 – Milano 3 giugno 1961), cognata, sorella di Rachel: immigrata in Italia nel 1930 con il marito Victor Menashe (Menascé) (? – Milano 1948), commerciante ebbe due figlie, Ester (Rodi 1929 – Milano 2022) che divenne docente universitaria di letteratura inglese, e Nora nata nel 1932 e deceduta precocemente. Si rifugiarono in Svizzera. Rientrò in Italia.
  • Esther Fintz Franco (Patmo, Grecia 15 marzo 1912 – Sud Africa 24 giugno 2001), cognata, sorella di Rachel: emigrò a Salisbury in Rhodesia (attuale Harare, Zimbabwe) allora colonia inglese, per sposarsi con Isaac Jacob Franco (Rodi 3 marzo 1908 – Lubumbashi, Congo 31 agosto 1948) da cui ebbe tre figli: Alberto (nato e morto nel 1937) Sarah, poi sposata con l’avvocato Abie Schkolne (Salisbury, poi Harare, Zimbabwe 21 ottobre 1938 – Somerset West, Sud Africa 2 aprile 2017) e Elie (Salisbury poi Harare, Zimbabwe 9 luglio 1944 – Burundi 3 agosto 1981). Rimasta vedova a 36 anni, visse in Sud Africa. Non rientrò in Europa.
  • Lucie (Lucy) Fintz (Patmo, Grecia 1916 – Harare, Zimbabwe 10 febbraio 1970), cognata, sorella di Rachel: emigrò a Salisbury (poi Harare, Zimbabwe) come il fratello, con la sorella e la madre per sfuggire alle leggi razziali. Si sposò due volte. Non rientrò in Europa.
  • Nayle (Nailé) Cohen Levi (Rodi 21 luglio 1901 – Los Angeles 2 maggio 1982), cugina: figlia di Rahamin o Rachamim Cohen (Rodi 1 settembre 1874 – Auschwitz 1944) e di Flor Rachel Tarica Cohen (Milas, Turchia 1869 – Auschwitz 1944), zii materni di Rachel, emigrò in Italia e da Torino partì per gli USA dopo le leggi razziali. Il 12 dicembre 1939, a 38 anni, con la sorella Ester sbarcò a New York. Sposò Edward Levi (New York marzo 1881 – ?). Non rientrò in Europa.
  • Ester Cohen Shear (Rodi 27 dicembre 1923/24 febbraio 1924 – New York 8 giugno 2015), cugina: a 16 anni emigrò insieme alla sorella Nayle, arrivando a New York il 12 dicembre 1939. Come dichiarato riferimento negli Usa avevano lo zio Salvatore Cohen (Rodi 10 settembre 1884 – Seattle 24 dicembre 1979), emigrato da Rodi nel 1914 e già naturalizzato americano. Il 9 dicembre 1956 sposò David Shear (Lyuboml’, Ucraina 17 settembre 1923 – New York 24 maggio 2003) che era sopravvissuto alla deportazione e nel 1959 ebbe Gabrielle poi madre di tre figli. Non rientrò in Europa.
  • Gino Neppi Modona (Alessandria 18 dicembre 1911 – Torino 6 settembre 1993), cugino: figlio di Angiolo e di Vittoria Artom, medico, radiato dall’albo professionale, da Torino emigrò a Bogotà, sposò Lola (Laja) Rozemberg Neppi Modona (Kozienice, Polonia 20 gennaio 1914 – Piemonte? 1994). Ebbero tre figli: Angiolo (Bogotà 23 giugno 1944 – Torino 18 febbraio 1995), Myriam, poi coniugata Baldi (Bogotà 15 ottobre 1946 – Torino 18 dicembre 2016) e Micael (Bogotà 14 ottobre 1954 – Torino 2000). La famiglia tornò in Italia per ragioni di salute e si stabiliì a Torino dove abitava lo zio Bruno Neppi Modona.
  • Luciano De Benedetti (Torino 1923 – Londra 1949), cugino di secondo grado: figlio dell’industriale Umberto De Benedetti (Asti 1878 – Ferrara 1957) e di Ernesta Airaldi, nel 1938, a 15 anni, emigrò a Londra. Nell’autunno 1944 si sposò con Pamela Margaret Leslie-Jones (Amersham, UK 16 marzo 1923 – Brighton, UK settembre 1998). Ebbe due figli, Alex e Ernestina, nati nel 1945 e nel ’47 che, dopo la sua morte precoce nel 1949, crebbero a Milano dal nonno Umberto e poi dal cugino Bruno Neppi Modona a Torino. Non rientrò in Italia.

Enti di soccorso

  • Society for the Protection of Science and Learning, Londra.
  • Emergency Committee in Aid of Displaced Foreign Scholars, New York.

Referenze

Referenze dichiarate nella Scheda personale redatta per la SPSL:

  • Harold Idris Bell (1879 - 1967), funzionario presso il British Museum
  • Giuseppe Cardinali (1879 - 1955), prorettore dell’Università di Roma
  • Giulio Quirino Giglioli (1886 - 1956), professore di topografia antica all’Università di Roma
  • Astorre Lupattelli (1867 - 1945), rettore dell’Università per Stranieri di Perugia
  • Bartolomeo Nogara (1868 - 1954), direttore dei Musei Vaticani
  • Cecil Roth (1899 - 1970), storico, esperto di studi ebraici, poi docente alla University of Oxford

Referenze effettive:
  • Karl Lehmann-Hartleben (1894 - 1960), professore alla New York University
  • Courtenay Arthur Ralegh Radford (1900 - 1999), direttore della British School of Rome
  • Gisela Richter (1882 -1972), direttrice della sezione greco-romana del Metropolitan Museum of Art di New York
  • Ronald Syme (1903 - 1989), fellow presso il Trinity College di Oxford
  • Arthur Dale Trendall (1909 - 1995), fellow presso il Trinity College di Cambridge
  • Berthold Louis Ullman (1882 - 1965), professore alla University of Chicago

Referenze dichiarate all'ECADFS:
  • Harold Idris Bell (1879 - 1967)
  • Giuseppe Cardinali (1879 - 1955)
  • Franz Cumont (1868 - 1947), ex professore di storia romana all’Università di Ghent
  • Pericle Ducati (1880 - 1944), preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna
  • Carlo Galassi Paluzzi (1893 - 1972), presidente dell’Istituto di Studi Romani
  • Giulio Giannelli (1889 - 1980), professore di storia greca e romana all’Università di Firenze
  • Giulio Quirino Giglioli (1886 - 1956)
  • Albert Grenier (1878 - 1961), professore di Antiquités Nationales et Rhénanes all’Università di Strasburgo
  • Astorre Lupattelli (1867 - 1945)
  • Antonio Minto (1880 - 1954), soprintendente alle Antichità d’Etruria
  • Bartolomeo Nogara (1868 - 1954)
  • Gisela Richter (1882 -1972)
  • Cecil Roth (1899 - 1970)
  • Katherine Simpson, residente a Buffalo (NY) ed ex allieva dei corsi perugini di Aldo
  • Albert William Van Buren (1878 - 1968), professore all’American Academy in Rome

Relazioni d'aiuto

  • Ranuccio Bianchi Bandinelli (1900 - 1975), professore all’Università di Firenze: gli trovò alcuni incarichi editoriali nel 1940.
  • Edmea Bernini (? - ?), amica di famiglia: mise a disposizione di Aldo la sua biblioteca personale nel 1940.
  • Cecil Roth (1899 - 1970), storico: segnalò il suo caso alla Society for the Protection of Science and Learning.
  • Agostino Agostini (? - ?), giudice: procurò un nascondiglio ad Aldo e la famiglia presso dei suoi conoscenti durante i rastrellamenti nazi-fascisti nel capoluogo toscano, nel 1944.
  • Giulio Giannelli (1889 - 1980), professore all’Università di Firenze: nascose Aldo e la famiglia durante i rastrellamenti nazi-fascisti nel capoluogo toscano, nel 1944.

Mobilità

1895Firenze

Nascita e formazione

  • Liceo-Ginnasio Michelangiolo; Università di Firenze, facoltà di lettere
  • Studente
1915Alpi

Partecipazione alla Prima guerra mondiale

  • Inviato sul fronte italo-austriaco
1919Firenze

Ritorno a Firenze e laurea

  • Università di Firenze, laurea nel 1919; libera docenza nel 1925
  • Studente,Incarico a tempo determinato
  • Libero docente
1928Rodi

Viaggio di ricerca

  • Borsa di studio semestrale dell’Istituto FERT
1928Firenze

Attività accademica

  • Libero docente; stesura di una monografia sull’isola di Coo
  • Incarico a tempo determinato
  • Libero docente
1933La Spezia

Docente liceale

  • Incarico a tempo indeterminato
  • Insegnante
1935Roma

Docente liceale

  • Liceo-Ginnasio Umberto I; sospeso da tutti gli incarichi nel 1938
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Insegnante
1939Firenze

Rientro in Toscana

  • Scuola Media gestita dalla Comunità ebraica di Firenze
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Insegnante
1944Anghiari (Arezzo)

Nascosto con la famiglia

  • Non occupato
1944Firenze

Ritorno a Firenze

  • Reintegrato come insegnante; Liceo Michelangiolo
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Insegnante,Libero docente
1957Genova

Docente universitario

  • Università di Genova, professore straordinario (in Sovrannumero); 1960 professore ordinario di Antichità classiche fino alla pensione nel 1970; rimase a vivere a Firenze
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Docente universitario non di ruolo,Docente universitario di ruolo
1985Firenze