Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019-Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Carlo Rosselli (1899-1937)

Roma 16 novembre 1899 - Bagnoles-de-l'Orne (Francia) 9 giugno 1937

Vite in movimento

Familiari emigrati

  • Marion Cave Rosselli (Riseley, Regno Unito 1 dicembre 1896 – Londra 13 ottobre 1949), moglie: di famiglia quacchera e socialista, laureata, arrivò con una borsa di studio a Firenze nel 1919. Insegnava inglese al British Institute e attraverso Gaetano Salvemini conobbe Carlo che sposò nel 1926. Nel 1929, dopo un breve arresto per complicità nella fuga del marito dal confino di Lipari, emigrò, con il figlio John, in Francia dove nacquero Amelia (Melina) e Andrea (Aghi). Rimasta vedova, con i figli trascorse periodi in Francia, Svizzera e Regno Unito. Nell’agosto 1940, raggiunse la suocera e la cognata con i bambini a Larchmont, New York, malata ma sempre impegnata nella lotta antifascista. Con loro nel 1946 venne in Italia, ma decise di tornare nel Regno Unito nel 1947. Non rientrata in Italia.
  • John Giovanni Andrea Rosselli (Firenze 8 giugno 1927 – Cambridge 16 gennaio 2001), figlio: emigrato a Parigi nel 1929 a soli due anni con la madre, ne seguì tutti gli spostamenti fino negli Stati Uniti, nel 1940, dove fece suoi studi universitari, e nel Regno Unito dal ’46. Giornalista al «Guardian», dal 1964 insegnò storia all’Università di Brighton. Dal 1956 sposato con Eleanor (Nicky) Timbres, ebbe due figli: Mark e David (? 1958 –), e rimase vedovo nell’89. Da Cambridge nel 1995 andò a vivere a San Rocco a Pilli (Siena) e quindi a Firenze con Elisa Benaim Sarfatti. Rientrato in Italia a 68 anni.
  • Amelia «Melina» Rosselli (Parigi 28 marzo 1930 – Roma 11 febbraio 1996), figlia: da Parigi nel 1937 fu portata dalla nonna Amelia in Svizzera con i fratelli e seguì poi gli spostamenti della famiglia nel Regno Unito nel 1938 e negli Stati Uniti nel 1940. Rientrò in Italia nel ’46 con la famiglia e poi andò subito nel Regno Unito da sola per completare gli studi, occupandosi di teatro, musica e poesia, tornando in Italia definitivamente nel 1949. Nel 1950 si trasferì a Roma dove poi morì suicida. Rientrata in Italia.
  • Andrea (Andrew) «Aghi» Rosselli (Parigi 12 marzo 1931 – Columbus, Indiana 31 luglio 2021), figlio: da Parigi seguì gli spostamenti della famiglia tra Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti fino al ritorno in Italia nel ’46. Andrea tornò subito nel Regno Unito, dove studiò all’Imperial College di Londra e si sposò con Christine Muriel Davies (Londra 25 dicembre 1927 – Columbus, Indiana 24 gennaio 1996), da cui ebbe due figli Nicholas e Paul. Nel 1967 si trasferirono negli Stati Uniti, e Andrea trovò lavoro come ingegnere specializzato in motori diesel. Non rientrato in Italia.
  • Amelia Pincherle Moravia Rosselli (Venezia 16 gennaio 1870 – Firenze 26 dicembre 1954), madre: dal musicista Giuseppe Emanuele (Joe) Rosselli (Livorno 10 agosto 1867 – Firenze 9 settembre 1911), da cui si separò nel 1903, ebbe tre figli: Aldo (Vienna 1895 – Pal Piccolo, Udine 1916), morto in guerra, Carlo nel 1899 e Sabatino «Nello» nel 1900, entrambi assassinati il 9 giugno 1937. Scrittrice, autrice di testi teatrali, emancipazionista, e antifascista, nel 1937 si recò a Parigi ed emigrò prima in Svizzera, poi nel Regno Unito e, dal 1940, a Larchmont negli Stati Uniti con le nuore e i nipoti. Rientrata in Italia nel 1946 a 76 anni.
  • Maria Vittoria Todesco Rosselli (Padova 9 agosto 1905 – Bagno a Ripoli, Firenze 30 luglio 1998), cognata: di agiata famiglia ebrea, sposata con Nello nel dicembre 1926. Dopo l’assassinio del marito e del cognato, si trasferì in Svizzera dalla suocera Amelia, con i figli Silvia, Paola e Aldo, affidando inizialmente il piccolo Alberto alle cure della propria madre Luisa Todesco. Nel 1938 emigrarono nel Regno Unito, raggiunti da Marion con i figli, e quindi, nel 1940, negli Stati Uniti. Tornò a Firenze con la famiglia nel 1946, curando le opere inedite di Nello. Aderì al Partito radicale. Rientrata in Italia.
  • Silvia Rosselli Forti (Roma 1928 –), nipote: dopo l’assassinio del padre e dello zio, emigrò con la madre in Svizzera nel 1937 a nove anni, seguendo poi la famiglia nel Regno Unito, negli Stati Uniti nel ’40 e in Italia nel '46. Divenne psicanalista, allieva di Ernst Bernhard. Sposata nel 1948 con Francesco Forti, ebbe tre figli: Manuela, Flaminia e Giovanni (1954 – 1992) che divenne giornalista per L’Espresso e figura di spicco del movimento di liberazione omosessuale negli anni ’90. Rientrata in Italia.
  • Francesco Forti (Firenze 24 maggio 1927 –), nipote, marito di Silvia: musicista e critico musicale, pioniere del jazz in Italia. Si rifugiò in Svizzera con la famiglia nel 1943, a sedici anni, fin dopo la fine della guerra. Nel 1948 sposò Silvia Rosselli, da cui ebbe tre figli. Sposò in seconde nozze Donatella Ziliotto. Rientrato in Italia.
  • Paola Rosselli Forti (Firenze 6 novembre 1929 –), nipote: a otto anni emigrò in Svizzera con la madre e i fratelli nel 1937, seguendo poi la famiglia nel Regno Unito nel '38 e negli Stati Uniti nel '40. Tornò in Italia con loro nel 1946. Si sposò nel 1948 con Marco Forti, da cui ebbe tre figli: Laura e Camilla nel 1949, e Nello nel 1954. Ha lavorato come traduttrice. Rientrata in Italia, vive a Milano.
  • Marco Forti (Firenze 3 ottobre 1925 – Milano 9 maggio 2019), nipote, marito di Paola: critico letterario, ancora ragazzo, si rifugiò in Svizzera con la famiglia nel 1943, fin dopo la fine della guerra. Nel 1948 sposò Paola, ed ebbe tre figli. Lavorò per l’Olivetti e la Mondadori. Rientrato in Italia.
  • Aldo Rosselli (Firenze 8 dicembre 1934 – Roma 2 ottobre 2013), nipote: emigrò in Svizzera con la madre a tre anni dopo l’assassinio del padre e dello zio nel 1937, seguendo la famiglia nel Regno Unito nel '38, negli Stati Uniti nel '40 e in Italia nel '46. Scrittore, si dedicò all’editoria. Sposò Emilia Ca’Zorzi da cui ebbe tre figli, Monica, Giacomo e Niccolò, e in seconde nozze Lily Smith. Rientrato in Italia.
  • Alberto Rosselli (Firenze 1 maggio 1937 –), nipote: aveva appena 40 giorni quando il padre fu assassinato. Fu temporaneamente affidato alla nonna materna quando sua madre emigrò in Svizzera nel ‘37. Ricongiunto alla famiglia, ne seguì i trasferimenti nel Regno Unito nel '38, negli Stati Uniti nel '40 e in Italia nel '46. Si dedicò al teatro e vive a Firenze; ha sposato Tania Gensini e ha due figli: Tommaso e Gabriele. Rientrato in Italia.
  • Sara «Sarina» Nathan Levi (Livorno 16 luglio 1884 – Firenze 22 dicembre 1967), cugina di secondo grado: figlia di Philip Nathan (la cui sorella era nonna di Carlo Rosselli) e di Clelia Rosselli, apparteneva ad una famiglia molto in vista nel panorama politico italiano: la nonna Sara fu molto vicina a Mazzini e lo zio Ernesto fu sindaco di Roma dal 1907 al 1913. Sposata con Alessandro Levi nel 1911, antifascista, da Firenze nel 1943 si rifugiò con lui in Svizzera. Rientrata in Italia.
  • Alessandro Levi (Venezia 19 novembre 1881 – Berna 6 settembre 1953), cugino di secondo grado, marito di Sara: antifascista, professore universitario espulso a causa delle leggi razziali, rinunciò ad emigrare in Sud America e nell’autunno 1943 trovò rifugio in Svizzera fin dopo la fine della guerra. Nel 1948, a 64 anni, riprese l’insegnamento universitario. Rientrato in Italia.
  • Vittorio Mortara (? 30 setttembre 1879 – Milano 1949), cugino: vedovo di Emilia De Angelis, morta nel 1918, ebbe due figlie, Margherita poi coniugata Crema e Luisa poi coniugata Ottolenghi, e un figlio, Alberto. Con lui e la sua famiglia si rifugiò in Svizzera il 24 maggio 1944. Rientrato in Italia a 66 anni.
  • Alberto Mortara (Venezia 25 aprile 1909 – Milano 17 febbraio 1990), cugino di secondo grado: laureato a Milano in giurisprudenza, diresse l’ufficio statistica della Confederazione generale dei lavoratori del commercio fino al 1938. Espulso perché ebreo, trovò impiego nella filiale italiana della British Home Store. Nel dicembre 1942 sposò Alice Feldstein, da cui ebbe Elèna, e, dopo la guerra, Carlo Andrea e Paola. Arrestato nel 1943, fuggì e partecipò alla Resistenza. Il 24 maggio 1944 trovò rifugio in Svizzera con la moglie, la figlia Elèna di pochi mesi e il padre Vittorio. Dopo la guerra, riprese il suo lavoro di manager e l’impegno politico nel Pd’A e nel Movimento Comunità di Adriano Olivetti. Rientrato in Italia.
  • Alice «Lizzie» Feldstein Mortara (Kostel, Impero Austro-Ungarico, oggi Repubblica Ceca 29 settembre 1914 – Milano 1 gennaio 2008), cugina di secondo grado: di famiglia ebraica viennese, nel 1937 ebbe una borsa di studio a Milano e decise di rimanervi dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nazista. Nel 1942 sposò Alberto Mortara, e nel maggio 1944 si rifugiò in Svizzera con lui, la figlia Elèna di pochi mesi e il suocero Vittorio, fin dopo la guerra. Rientrata in Italia.

Mobilità

1899Roma

1903Firenze

Trasferimento con la famiglia

1917Caserta

Richiamato alle armi

1920Firenze

Studente

  • Diploma dell’Istituto tecnico; laurea in Scienze politiche presso l'Istituto Cesare Alfieri
  • Studente
1922Torino

Breve trasferimento

1923Siena

Studente universitario

  • Università di Siena, facoltà di giurisprudenza
  • Studente
1923Londra

Breve viaggio

1924Milano

Assistentato

  • Università Bocconi
  • Incarico a tempo determinato
  • Assistente universitario
1924Regno Unito

Viaggio

1924Genova

Docente universitario

  • Istituto superiore di scienze economiche e commerciali; 1925 fondazione del «Non Mollare» a Firenze; 1926 fondazione del «Quarto stato» a Milano
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Giornalista,Docente universitario di ruolo
1926Marina di Carrara

Arresto

  • Per aver organizzato e realizzato l’espatrio clandestino di Filippo Turati.
1926Como

Incarcerato

1927Ustica

Incarcerato

1927Savona

Processo e condanna

1927Lipari

Confino

1929Parigi

Fuga e emigrazione in Francia

  • Fondazione di Giustizia e Libertà a Parigi
1936Barcellona

Volontario nella Guerra civile spagnola

1937Parigi

Rientro in Francia

1937Bagnoles-de-l'Orne (Francia)