Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019-Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Gaetano Salvemini (1873-1957)

Molfetta (Bari) 8 settembre 1873 - Sorrento (Napoli) 6 settembre 1957

Vite in movimento

Familiari emigrati

  • Fernande Dauriac (Brest, Francia, 16 ottobre 1873 - Parigi 2 aprile 1954), moglie: scrittrice e traduttrice, aveva sposato in prime nozze Julien Luchaire, già direttore dell’Istituto francese di Firenze, dove si trasferirono nel 1908. Nel 1916, due anni dopo il divorzio, si unì in matrimonio con Salvemini. Rientrata in Francia nell’ottobre del 1924 per motivi di salute, vi rimase fino alla morte. Salvemini si occupò costantemente al suo mantenimento, inviandole parte del denaro che guadagnava.

Referenze

Nel 1926 preparò la documentazione per presentare la domanda per la cattedra di Modern History al Bedford College, Londra. Ottenne le referenze di:

  • Benedetto Croce (1866-1952);
  • Elie Halévy (1870-1937), storico e filosofo francese.
Segnalò come ulteriori studiosi disponibili a fare da referenti Ernest Barker, George Peabody Gooch, Thomas Okey e Graham Wallas. Non finalizzò mai la sua candidatura, rinunciando a concorrere.

Nel 1929 inviò la candidatura per la cattedra di Serena Professor di italiano presso l’università di Cambridge, UK. Ottenne le referenze di:
  • Benedetto Croce;
  • Elie Halévy;
  • Charles Previté-Orton (1877-1947), storico medievista e direttore della "English Historical Review";
  • Charles Seignobos (1854-1942), grande storico e metodologo, già professore alla Sorbonne.
Barker accettò di essere nella lista delle referenze. Non ottenne la cattedra.

Nel 1930 inviò la candidatura per la Chair of Modern History al Bedford College, Londra. Ottenne le referenze di:
  • Elie Halévy;
  • Charles Previté-Orton;
  • Charles Seignobos.
Accettarono di figurare nella lista dei referenti anche George Macaulay Trevelyan, Arthur Schlesinger ed Ernest Barker. Non ottenne l’incarico.

Relazioni d'aiuto

  • Mary Berenson (1864-1945) e Bernard Berenson (1865-1959), storici dell’arte: furono sempre generosi nell’offrirgli aiuti economici e, negli anni immediatamente antecedenti all’esilio, lo misero in contatto con Alys Russell in Gran Bretagna.
  • Alys Russell (1867-1951), sorella di Mary Berenson, attivista: gli offrì ospitalità in Gran Bretagna in più occasioni a partire dal 1922; collaborò alla pianificazione di conferenze e cicli di lezioni, lo mise in contatto con personalità del mondo laburista, e rimase uno dei punti di riferimento centrali di tutta l’attività antifascista di Salvemini fino al 1933.
  • Ray Strachey (1887-1940), nipote di Alys Russell e figlia di Mary Berenson, suffragista: lo aiutò insieme alla zia in diverse occasioni nell’organizzazione di conferenze e lezioni in Gran Bretagna negli anni venti.
  • Henry Wickham Steed (1871-1956), giornalista: organizzò la campagna a supporto di Salvemini dopo il processo per il «Non Mollare» e mobilitò il Foreign Office per la liberazione di Salvemini dal carcere. Fece da tramite affinchè Salvemini potesse raggiungere la Gran Bretagna dalla Francia nel 1925. In molte occasioni supportò le campagne antifasciste di Salvemini.
  • Arthur Ponsonby (1871-1946), politico, ex sottosegretario agli Esteri nel governo britannico: attivò insieme a Steed la campagna in favore di Salvemini presso il Foreign Office e fece in modo che Salvemini ottenesse un lasciapassare dalla Francia alla Gran Bretagna nel novembre del 1925.
  • Isabella Massey (1886-1960), lettrice di tedesco al Bedford college: coordinò la propaganda antifascista di Salvemini in Gran Bretagna, si occupò di finalizzare le sue domande per ottenere una cattedra, viaggiò più volte in Italia tra la seconda metà degli anni Venti e i primi anni Trenta per fare da tramite con gli antifascisti, oltre a rappresentare un punto di riferimento umano e intellettuale imprescindibile.
  • Marion Rawson (1899-1979), traduttrice: coordinò insieme a Massey la propaganda antifascista di Salvemini in Gran Bretagna. Si recò più volte in Italia per fare da tramite con gli antifascisti tra il 1926 e il 1930; mantenne i contatti di Salvemini con il mondo intellettuale britannico e ne rappresentò uno dei principali punti di riferimento in Gran Bretagna.
  • Virginia Crawford (1863-1948), giornalista, zia di Marion Rawson: si spese attivamente per la propaganda antifascista di Salvemini in Gran Bretagna, aiutandolo con le sue pubblicazioni e dirigendo la serie di opuscoli «Italy To-day».
  • Arthur Meier Schlesinger (1888-1965), storico: favorì la chiamata di Salvemini ad Harvard nel 1930, quando tenne il suo primo corso di lezioni.
  • Ruth Draper (1884-1956), attrice: alla fine del 1933 finanziò la lectureship in History of Italian Civilization in memoria del suo fidanzato, l’antifascista Lauro De Bosis, proponendo che fosse assegnata a Salvemini.
  • Giorgio La Piana (1879-1971), professore di storia ecclesiastica ad Harvard: favorì la chiamata di Salvemini presso l’ateneo statunitense a partire dal 1930. La sua influenza fu fondamentale per garantire a Salvemini l’assegnazione della lectureship in onore di De Bosis.
  • Walter Lippmann (1889-1974), giornalista: gli fece ottenere il visto per gli Stati Uniti nel 1927.
  • Alvin Saunder Johnson (1874-1971), economista, direttore della New School for Social Research tra il 1922-1946: nominò Salvemini tra i membri della University in Exile da lui fondata.
  • Hamilton Fish Armstrong (1893-1973), giornalista: contribuì alla sua chiamata alla University in Exile.
  • Robert Henry Pfeiffer (1892-1958), professore di ebraico e lingue orientali ad Harvard; Matilde Valenti Pfeiffer (1893-1988), traduttrice; Michele Cantarella (1899-1988), professore di lingua e letteratura italiana allo Smith College di Northampton; sua moglie Hélène Paquin Cantarella (1904-2000), traduttrice; Roberto Bolaffio (1893-1977), ingegnere, e la moglie Maritza; Guido Ferrando (1883-1969), professore di italiano a Vassar College: costoro furono membri attivissimi di una cerchia amicale che diede a Salvemini aiuto nella vita quotidiana, offrendo ospitalità e sbrigando questioni pratiche, per l’intera durata del suo esilio negli Stati Uniti.

Mobilità

1873Molfetta (BA)

Nascita e formazione

  • Studente
1890Firenze

Studi universitari

  • Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento
  • Studente
1895Palermo

Docente nelle scuole superiori

  • Ginnasio Garibaldi
  • Incarico a tempo determinato
  • Insegnante
1896Faenza (RA)

Trasferimento

  • Liceo Torricelli
  • Incarico a tempo determinato
  • Insegnante
1898Lodi (allora provincia di Milano)

Trasferimento

  • Liceo Pietro Verri
  • Incarico a tempo determinato
  • Insegnante
1900Firenze

Trasferimento

  • Liceo Galilei
  • Incarico a tempo determinato
  • Insegnante
1901Messina

Professore universitario

  • Università di Messina
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Docente universitario di ruolo
1909Firenze

Trasferimento in seguito al terremoto di Messina

1910Pisa

Trasferimento a Pisa

  • Università di Pisa
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Docente universitario di ruolo
1915San Sepolcro (AR), Carso, Padova

Volontario in guerra

  • Fu riformato per motivi di salute alla fine del 1915
1916Pisa

Ripresa dell'attività universitaria

1916Firenze

Trasferimento a Firenze

  • Università di Firenze. L'8 giugno 1925 fu arrestato a Roma e destituito il 4 dicembre
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Docente universitario di ruolo
1922Gran Bretagna, Parigi

Breve soggiorno

  • Attese a Parigi gli sviluppi della situazione politica italiana
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Docente universitario di ruolo
1923Gran Bretagna

Conferenziere

  • Londra, Brighton
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Docente universitario di ruolo
1925Abbaye de Pontigny (Borgogna), Londra, Parigi

Emigrazione dall'Italia

  • Disoccupato
1926Londra, Parigi

Conferenziere e pubblicista

  • Lavoro saltuario
  • Altro
1926USA

Conferenziere e pubblicista

  • Fra le tappe: New York, Columbus (OH), Portland (ME), Boston (MA), Montreal (Canada), Chicago, Philadelphia, Baltimore, Hoboken (NJ).
  • Incarico a tempo determinato
  • Altro
1927Londra, Parigi

Conferenziere e pubblicista

  • Lavoro saltuario
  • Altro
1929New York

Negli USA come docente temporaneo

  • New School for Social Research; conferenze a pagamento in California.
  • Lavoro saltuario,Incarico a tempo determinato
  • Docente universitario non di ruolo,Altro
1929Londra, Parigi

Conferenziere e pubblicista

  • Lavoro saltuario
  • Altro
1930Cambridge (MA)

Incarico universitario

  • Harvard University
  • Incarico a tempo determinato
  • Docente universitario non di ruolo
1930Parigi

Ritorno in Europa

  • Lavoro saltuario
  • Giornalista,Altro
1932Stati Uniti, Francia

Emigrazione negli Stati Uniti

  • Yale University, New Haven (CT); Cambridge (MA); dal dicembre 1933 Lauro De Bosis lecturer fino al 1948. Periodi a Parigi (1933, 1935); corso semestrale alla New School for Social Research (1935, 1936); conferenze alla University of Chicago (1938).
  • Incarico a tempo determinato
  • Docente universitario non di ruolo
1947Londra, Parigi, Italia

Rientro in Europa

1947Cambridge (MA)

Rientro ad Harvard per riprendere le attività accademiche

  • Incarico a tempo determinato
  • Docente universitario non di ruolo
1949Firenze

Riammesso in sovrannumero all'Università di Firenze

  • Università di Firenze
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Docente universitario di ruolo
1951Cambridge (MA)

Soggiorno ad Harvard

1951Sorrento

Rientro in Italia e ritiro a Sorrento

  • Non occupato
1957Sorrento