Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019-Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Anita Schwarzkopf Seppilli (1902-1991)

Fiume 29 agosto 1902 - Perugia 19 marzo 1991

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Familiari emigrati

  • Alessandro Primo Giuseppe Seppilli (Trieste 7 maggio 1902 - Perugia 2 febbraio 1995), marito: dal 1932 libero docente di igiene all’Università di Padova e dal 1935 professore incaricato dell’Università di Modena, fu sospeso nel 1938. Emigrò in Brasile con la moglie Anita e il figlio Tullio il 4 luglio 1939. Trovò lavoro come direttore tecnico-scientifico di una piccola casa farmaceutica paulista; nel 1946 venne da solo in Italia e fu reintegrato nell’Università di Modena, passò nel 1949 all’Università di Perugia  e fu anche sindaco della città al 1953 al 1964. Rientrò in Italia.
  • Tullio Seppilli (Padova 16 ottobre 1928 - Perugia 23 agosto 2017), figlio: emigrò in Brasile con la famiglia a 11 anni imbarcandosi a Trieste nel giugno 1939 e sbarcando a Santos, porto di Sâo  Paulo, il 4 luglio 1939. Tornò in Italia a 19 anni nel 1947, insieme alla madre, per seguire il padre che era stato reintegrato all'Università di Modena. Riprese gli studi e divenne professore universitario di antropologia. Rientrò in Italia.
  • Maria Luisa (Luigia, Louise) Treves Schwarzkopf (Trieste 25 ottobre 1873 - 13 gennaio 1950), madre: vedova di Emilio Schwarzkopf che aveva sposato nel 1899, emigrò con visto rilasciato a Trieste il 18 agosto 1939 e sbarcò a Santos il 29 dicembre 1939. Nel 1947, a 74 anni, tornò a vivere a Trieste.
  • Emma Venturina D’Ancona Seppilli (Ancona 4 febbraio 1868 - Perugia 9 ottobre 1950), suocera: sposata a Bologna nel 1890 con Giacomo Seppilli, con lui emigrò in Brasile il 29 dicembre 1939, registrata come casalinga. Rientrò in Italia, a Modena, nel 1947 e morì a Perugia, dove i due si erano trasferiti nel 1949.
  • Giacomo Vittorio Emanuele Seppilli (Trieste 27 maggio 1864 - Perugia 3 gennaio 1950), suocero: commerciante e importatore di caffè dal Brasile, presidente della comunità ebraica di Trieste dal 1922 al 1937; emigrò in Brasile con la moglie il 29 dicembre 1939, con visto rilasciato a Trieste il 5 ottobre 1938. Andarono a vivere con la famiglia del figlio Alessandro che seguirono anche a Modena e a Perugia. A 83 anni rientrò in Italia.
  • Alice Schwarzkopf Pincherle (Fiume 10 ottobre 1900 - Butantã 10 giugno 1973), sorella: figlia di Emilio e Luisa Treves; pianista, insegnante di canto e dizione teatrale a Trieste, arrivò in Brasile il 12 maggio 1939 con il marito ed i figli. Non rientrò in Italia.
  • Giacomo Giuseppe Pincherle, detto Pino e nel periodo brasiliano Josè (Trieste 26 luglio 1893 - Butantã 30 ottobre 1966), cognato, marito di Alice: arrivò in Brasile il 12 maggio 1939, con visto turistico emesso il 16 dicembre 1938 valido anche per i figli Nydia e Livio. Emigrarono in Brasile anche suo padre Erminio e sua madre Emma Luzzatto con visti turistici emessi nel dicembre 1939. Non rientrò in Italia.
  • Nydia Licia Pincherle (Trieste 30 aprile 1926 - 12? dicembre 2015), nipote: a 13 anni emigrò con i genitori Pino e Alice, e arrivò in Brasile il 12 maggio 1939. Ebbe una figlia, Sylvia, poi coniugata con Sergio Cardoso. Non rientrò stabilmente in Italia.
  •  Livio Tullio (poi Tulio) Pincherle (Trieste 26 dicembre 1924 - Sâo Paulo 30 luglio 1997), nipote: a 15 anni emigrò con i genitori Pino e Alice e la sorella Nydia in Brasile dove arrivarono il 12 maggio 1939. Non rientrò stabilmente in Italia.
  • Lidia Glass (Fiume 25 marzo 1902 - Ramat Gan 19 novembre 1987), cugina: figlia di Matteo Glass (Trieste 14 ottobre 1860 - Fiume 18 settembre 1918) e di Anita Treves (Trieste 29 ottobre 1870 - Firenze 6 febbraio 1933), la sorella di Maria Luisa, madre di Anita. Nel 1911 la famiglia Glass si era trasferita a Trieste, dove Lidia si sposò con Aldo Servadio nel 1924 ed ebbe tre figli: Bruno nato il 25 marzo 1927, Ciro e Rachel. Con loro, nel gennaio o marzo 1939, emigrò nella Palestina mandataria raggiungendo il marito a Ramat Gan. Non rientrò in Italia.
  • Aldo Servadio (Firenze 28 settembre 1899 - Hulon, Israele, 19 maggio 1968), marito di Lidia Glass: chimico e industriale, nel dicembre 1938 o gennaio '39 emigrò nella Palestina mandataria a Ramat Gan, dove la famiglia lo raggiunse. Non rientrò in Italia.

Relazioni d'aiuto

  • Un collega microbiologo brasiliano che Alessandro Seppilli aveva conosciuto a un congresso internazionale e che aveva un parente nel governo del suo Paese: procurò i visti per il Brasile.