Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019-Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Tullio Seppilli (1928-2017)

Padova 16 ottobre 1928 - Perugia 23 agosto 2017

Vite in movimento

Familiari emigrati

  • Alessandro Primo Giuseppe Seppilli (Trieste 7 maggio 1902 - Perugia 2 febbraio 1995), padre: dal 1932 libero docente di igiene all’Università di Padova e dal 1935 professore incaricato dell’Università di Modena, fu sospeso nel 1938. Emigrò in Brasile con la moglie Anita e il figlio Tullio il 4 luglio 1939. Trovò lavoro come direttore tecnico-scientifico di una piccola casa farmaceutica paulista; nel 1946 venne da solo in Italia e fu reintegrato nell’Università di Modena, passò nel 1949 all’Università di Perugia.
  • Anita Schwarzkopf Seppilli (Fiume 29 agosto 1902 - Perugia 19 marzo 1991), madre: dopo gli studi liceali a Trieste, frequentò l’Università a Firenze, dove si trasferì con Alessandro Seppilli che sposò nel 1923 e che seguì a Padova dove nel 1928 nacque Tullio. Nel luglio 1939 emigrò in Brasile, dove di dedicò a ricerche antropologiche. Raggiunse il marito in Italia con Tullio alla fine del 1947, continuando la sua attività di studiosa.
  • Maria Luisa (Luigia, Louise) Treves Schwarzkopf (Trieste 25 ottobre 1873 - 13 gennaio 1950), nonna materna: vedova di Emilio Schwarzkopf che aveva sposato nel 1899, emigrò in Brasile con visto rilasciato a Trieste il 18 agosto 1939 e sbarcò a Santos il 29 dicembre 1939. Nel 1947, a 74 anni, tornò a vivere a Trieste.
  • Emma Venturina D’Ancona Seppilli (Ancona 4 febbraio 1868 - Perugia 9 ottobre 1950), nonna paterna: sposata a Bologna il 21 agosto 1890 con Giacomo Seppilli, con lui emigrò in Brasile il 29 dicembre 1939, registrata come casalinga. Rientrò in Italia, a Modena, nel 1947 e morì a Perugia, dove i due si erano trasferiti nel 1949.
  • Giacomo Vittorio Emanuele Seppilli (Trieste 27 maggio 1864 - Perugia 3 gennaio 1950), nonno paterno: commerciante e importatore di caffè dal Brasile, presidente della comunità ebraica di Trieste dal 1922 al 1937; emigrò in Brasile con la moglie il 29 dicembre 1939, con visto rilasciato a Trieste il 5 ottobre 1938. Andarono a vivere con la famiglia del figlio Alessandro che seguirono anche a Modena e a Perugia. A 83 anni rientrò in Italia.
  • Alice Schwarzkopf Pincherle (Fiume 10 ottobre 1900 - San Paolo 10 giugno 1973), zia materna: figlia di Emilio e Luisa Treves; pianista, giornalista e critica musicale a Trieste, arrivò in Brasile il 12 maggio 1939 con il marito Giacomo Pincherle, i figli Nydia Licia e Livio. Divenne insegnante di canto e dizione teatrale a San Paolo. Non rientrò in Italia.
  • Giacomo Giuseppe Pincherle, detto Pino e nel periodo brasiliano Josè (Trieste 26 luglio 1893 - San Paolo 30 ottobre 1966), zio, marito di Alice: medico radiologo, tra i medici fondatori di un sanatorio per tubercolosi a Aurisina (Trieste), arrivò in Brasile il 12 maggio 1939, con visto turistico emesso il 16 dicembre 1938 valido anche per i figli Nydia e Livio. Vennero in Brasile anche suo padre Erminio e sua madre Emma Luzzatto con visti turistici emessi nel dicembre 1939. Non rientrò in Italia.
  • Nydia Licia Pincherle (Trieste 30 aprile 1926 - San Paolo 12 dicembre 2015), cugina: a 13 anni emigrò con i genitori Pino e Alice e arrivò in Brasile il 12 maggio 1939. Collaborò con Pietro Maria Bardi, emigrato da La Spezia, alla creazione del Museu de Arte de São Paulo. Divenne un’attrice, regista e produttrice di teatro molto nota, si sposò con il famoso attore teatrale e televisivo Sergio Cardoso; ebbe una figlia, Sylvia, poi coniugata Leao. Non rientrò stabilmente in Italia.
  • Livio Tullio (poi Tulio) Pincherle (Trieste 26 dicembre 1924 - San Paolo 30 luglio 1997), cugino: a 15 anni emigrò con i genitori Pino e Alice e la sorella Nydia in Brasile dove arrivarono il 12 maggio 1939. Studiò medicina a San Paolo e divenne psichiatra. Si sposò con Lia do Carmo ed ebbe tre figlie: Sandra, Elsa e Maura. Non rientrò stabilmente in Italia.
  • Paolo Tolentino (Trieste 29 giugno 1914 – Genova 22 giugno 1983), cugino di secondo grado, figlio di Giacomo Tolentino ed Emma Seppilli: medico, laureato a Padova nel 1938 con il Professore Giovanni De Toni, emigrò in Brasile nel 1940 a 26 anni, stabilendosi a Rio de Janeiro e poi a San Paolo. Dopo la guerra continuò in Italia gli studi pionieristici sulla toxoplasmosi avviati In Brasile, di cui fu tra i maggiori esperti. Considerato tra i fondatori dell'infettologia in Italia, nel 1952 divenne professore di Malattie Infettive all'Università di Genova, dove nel frattempo si era trasferito De Toni, nel 1960 professore ordinario, poi Direttore della Clinica Malattie Infettive presso l’ospedale pediatrico Gaslini. Rientrò in Italia.

Relazioni d'aiuto

  • Un collega microbiologo brasiliano del padre, conosciuto da Alessandro Seppilli a un congresso internazionale e che aveva un parente nel governo del suo Paese: procurò i visti per il Brasile.

Mobilità

1928Padova

Nascita e formazione

1939San Paolo

Emigrazione in Brasile

  • Dante Alighieri di San Paolo; 1947 Università di San Paolo
  • Studente
1944Isola di Santo Amaro

Campagna di scavo

  • Studente
1947Genova

Rientro in Italia

1947Modena

In Italia con la famiglia

  • Università di Modena
  • Studente
1949Perugia

Trasferimento con la famiglia

  • Studente
1950Roma

Studente e accademico

  • Università la Sapienza; Laurea nel 1952; Assistente volontario 1952-1954; Assistente incaricato 1954-1956
  • Studente,Incarico a tempo determinato
  • Assistente universitario
1955Perugia

Docente universitario

  • Università di Perugia; 1956 direttore dell'Istituto di etnologia e antropologia culturale fino alla pensione nel 2000
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Docente universitario di ruolo
1966Firenze

Docente universitario

  • Università di Firenze, fino al 1975; rimase a vivere a Perugia
  • Incarico a tempo determinato
  • Docente universitario di ruolo
2017Perugia