Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019-Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Aldo Servadio (1899-1968)

Firenze 28 settembre 1899 - Hulon, Israele 19 maggio 1968

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Familiari emigrati

  • Lidia Glass (Fiume 25 marzo 1902 - Ramat Gan 19 novembre 1987), moglie: figlia di Matteo Glass (Trieste 14 ottobre 1860 - Fiume 18 settembre 1918) e di Anita Treves (Trieste 29 ottobre 1870 - Firenze 6 febbraio 1933); nel 1911 la famiglia Glass si era trasferita a Trieste, dove Lidia si sposò con Aldo nel 1924 ed ebbe tre figli: Bruno, Ciro e Rachel. Con loro, nel gennaio o marzo 1939, emigrò nella Palestina mandataria raggiungendo il marito a Ramat Gan. Non rientrò in Italia.
  • Bruno Servadio (Firenze 25 marzo 1927 – Ramat Gan 8 aprile 2004), figlio: emigrò in Palestina Mandataria nel 1939 con la madre e successivamente sposò Anna (Hanna) Ascoli. Ebbero tre figli. Non rientrò in Italia.
  • Anna (Hanna) Ascoli Servadio (Ferrara 6 giugno 1925 – ? 29 agosto 2021), nuora: emigrò in Palestina Mandataria con la famiglia il 3 ottobre 1938 a 13 anni, in seguito sposò Bruno Servadio. Non rientrò in Italia.
  • Ciro Servadio (Firenze 28 agosto 1931 – Tel Aviv 24 marzo 2006), figlio: emigrò con la madre in Palestina Mandataria quando aveva 8 anni. Si sposò ed ebbe tre figli. Non rientrò in Italia.
  • Rachel Servadio Vitale (Italia 18 ottobre 1934 – Tel Aviv 10 giugno 1994), figlia: emigrò ancora bambina in Palestina Mandataria con la madre. Si sposò ed ebbe tre figli. Non rientrò in Italia.
  • Elio Servadio (Firenze 23 aprile 1894 – Firenze 16 agosto 1957), fratello: medico e ufficiale sanitario del comune di Prato, in seguito alle leggi razziali emigrò il 26 dicembre 1938 in Palestina Mandataria, arrivando ad Haifa. Rientrò in Italia dopo la guerra, ma non riprese il suo posto a Prato, né esercitò la professione medica.
  • Bruno Ascoli (Ferrara 10 agosto 1903 – Tel Aviv 10 aprile 1971), consuocero, padre di Anna: manager, emigrò in Palestina Mandataria il 10 ottobre 1938 con la moglie Erna e le loro quattro figlie: Anna (Hanna) di 13 anni, Adele (Ferrara 17 novembre 1926 - ?) di 12, Marcella (Livorno 7 settembre 1929 - ?) di 9 e Lia (Genova 31 luglio 1933 - ?) di 5. Non rientrò in Italia.
  • Erna Alkalay Ascoli (Sarajevo 28 marzo 1906 – ? 16 gennaio 1983), consuocera, madre di Anna: sposata con Bruno Ascoli nel 1924 a Trieste, emigrò in Palestina Mandataria con la famiglia nell’ottobre 1938 a 32 anni. Non rientrò in Italia.