Patrizia Guarnieri

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista.

Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali

©2019-Author(s) Published by Firenze University Press
e-ISBN: 978-88-6453-872-3 | DOI: 10.36253/978-88-6453-872-3

Intellettuali in fuga dall'Italia fascista

Achille Viterbi (1881-1966)

Mantova 22 dicembre 1881 - Los Angeles 5 febbraio 1966

Vite in movimento

Familiari emigrati

  • Maria Luria Viterbi (Casale Monferrato, Alessandria, 29 aprile 1894 - San Diego 5 ottobre 1986), moglie: di famiglia ebraica benestante, con il marito ed il figlio emigrò negli Stati Uniti nell’agosto 1939 a quarantacinque anni; per contribuire al bilancio familiare dal 1950 circa al ’56 lavorò nell’industria tessile. Tornò in Italia con il marito nel 1948, per visitare i parenti, tra cui sua nipote Lucia da poco sposatasi con Primo Levi. Vi tornò più spesso dopo essersi trasferita in California nel 1957. Non rientrata in Italia.
  • Andrea (Andrew) Viterbi (Bergamo 9 marzo 1935-), figlio: è emigrato con la famiglia negli USA nel 1939. Dopo la Boston Latin School, ha preso il suo B.S. e M.S. al Massachusetts Institute of Technology (MIT) in 1957, e il PhD alla University of Southern California nel 1962. Nel 1958 si è sposato con Erna Finci. Grande successo nella carriera accademica e di imprenditore, suo l'omonimo algoritmo impiegato per il funzionamento dei telefoni cellulari. È stato insignito del premio Cristoforo Colombo del CNR nel 1975. Non rientrato in Italia.
  • Alberto Finzi (Ferrara 18 luglio 1910 - Pacific Palisades, California, 12 gennaio 2008), nipote: figlio di Laura Luria e Flavio Finzi, laureato in economia, gestiva una fabbrica di farina a Orte, nella provincia di Viterbo. Fu il primo della famiglia a emigrare, dall’Italia andò in Inghilterra e da lì il il 24 maggio 1939 si trasferì a New York, dove si sposò con Valeria, e aprì un mulino a Wilson, nella contea di Niagara, NY. Nel 1950 con la famiglia si trasferì a Los Angeles dove lavorò per una compagnia aerea. Non rientrato in Italia.
  • Laura Luria Finzi (Casale Monferrato 18 febbraio 1888-?), cognata: sorella maggiore di Maria, e vedova del chimico Flavio Finzi (1883-1933), residente a Roma. Emigrò a cinquantuno anni da Genova per New York il 5 maggio 1940 con il figlio Franco e raggiunse il suo primogenito Alberto. Negli anni Cinquanta si stabilirono a Los Angeles. Non rientrata in Italia.
  • Franco Finzi (Ferrara 22 giugno 1914 - Ventura, California, 13 novembre 1997), nipote: laureato in giurisprudenza, emigrò a 26 anni con la madre Laura per New York con visa in quota e riprese a lavorare con il fratello a Wilson. Ritornò in Italia nel novembre 1946 con il desiderio di rimanerci, ma dopo qualche mese, non potendo recuperare la fabbrica di famiglia che era stata distrutta sotto i bombardamenti americani, dovette rassegnarsi e tornare in America dove aprì una ditta di costruzioni nello stato di New York. Franco si sposò con Paola Luzzatti (Roma 1923 - Portland, Oregon, 2015); ebbero Joyce e Martha. Non rientrato in Italia.
  • Erna Finci (Sarajevo 20 gennaio 1934 - San Diego 17 febbraio 2015), nuora: nel 1941, a sette anni, con la numerosa famiglia fuggì in Montenegro e quindi si ritrovò in Italia, a Gramignazzo, un piccolo paese della provincia di Parma, dove furono aiutati da varie famiglie, anche a nascondersi e fuggire. Nel ’44 riuscirono a passare in Svizzera, dopo la guerra tornarono in Italia e il 29 marzo 1950 partì da Napoli con i genitori e il fratello maggiore Asher, venti anni, sulla nave Italia per arrivare a New York, con destinazione Hoboken, New Jersey. Si trasferirono poi a Los Angeles dove conobbero prima Alberto Finzi e tramite lui Erna conobbe Andrew. Ebbero tre figli: nel 1959 Audry, nel 1961 Alan e dieci anni dopo Alexandre (1971-2011). Audry è madre di Aaron e Michael; Alan è sposato con Caryn Rosen, una vice procuratrice distrettuale (Deputy District Attorney) specializzata negli abusi sui minori, e padre di Alexandra, Samantha e Danielle. Non rientrati in Italia.
  • Josef Finci (Sarajevo 1895? - Beverly Hills 1967), consuocero: figlio di un rabbino, a Sarajevo possedeva una cartolibreria. Dovette fuggire dai nazisti con la moglie, i loro bambini e la famiglia di lei. Si rifugiarono con documenti falsi nel Montenegro occupato dalle truppe italiane e vennero dichiarati “internati civili di guerra”. Sbarcarono a Trieste e furono internati a Gramignazzo, in provincia di Parma; dal settembre 1943 rimasero in clandestinità a Parma fino ad aprile ‘44, quando attraversarono il confine della Svizzera. Era ancora apolide quando, nel 1950, emigrò negli Stati Uniti con la moglie e i figli. Non rientrati in Europa.
  • Lenka Musafija Finci (Sarajevo 1903 - San Diego 1994), consuocera: insieme a tutta la sua famiglia di origine, profughi jugoslavi di Sarajevo, si rifugiò in Italia. Insieme a lei trovarono scampo il marito e i suoi bambini Asher ed Erna, nati rispettivamente nel 1929 e nel 1934. Dopo l’Italia e la Svizzera, a quarantacinque anni emigrò negli Stati Uniti con la famiglia, dove arrivarono nell’aprile 1950. Non rientrata in Europa.

Relazioni d'aiuto

  • Alfred Vogt (1879- 1943), oftalmologo svizzero, allievo di Carlo Reymond come Viterbi, e professore all’università di Zurigo dal 1923: lo aiutò ad ottenere i visa per emigrare negli Stati Uniti dal Consolato Usa di Zurigo nel giugno 1939.
  • Francesco Giongo, vice questore di Bergamo negli anni Trenta, la cui moglie Tina era amica della moglie di Achille Viterbi: gli fece rapidamente avere la validità del passaporto per gli Stati Uniti nel 1939.
  • Alberto Finzi (1910- 2008), il nipote che era immigrato negli Stati Uniti qualche mese prima dell'arrivo della famiglia Viterbi: li accolse al loro arrivo a New York.

Mobilità

1881Mantova

Nascita

1889Bologna

Formazione universitaria

  • Università di Bologna
  • Studente
1902Torino

Formazione universitaria

  • Università di Torino, laurea in medicina conseguita nel 1905.
  • Studente
1906Bergamo

Primo assistente della divisione oftalmica dell'Ospedale Maggiore; poi aiuto reparto e titolare di gabinetto oculistico

  • Ospedale Maggiore Principessa di Piemonte di Bergamo
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Medico/Dentista
1913Parma

Libera docenza

  • Università di Parma; la libera docenza sarà poi revocata nel 1928 con una procedura nebulosa.
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Medico/Dentista,Libero docente
1920Bergamo

Oculista primario dell'Ospedale Maggiore

  • Ospedale Maggiore Principessa di Piemonte di Bergamo; dispensato dal servizio di primario a decorrere dal 2 marzo 1939.
  • Incarico a tempo indeterminato
  • Medico/Dentista
1939Genova

Trasferimento a Genova

  • Disoccupato
1939Svizzera

Passaggio in Svizzera

1939Le Havre

Passaggio in Francia

1939New York

Emigrazione negli Stati Uniti

  • Disoccupato
1941Boston

Inizio pratica oculistica privata

  • Libera professione
  • Medico/Dentista
1948Italia

Viaggio in Italia

1957Los Angeles

Trasferimento per seguire il figlio Andrew

1966Los Angeles